Il leader sindacale annuncia un atto “politico e sociale” contro la manovra del Governo Meloni, accusato di “privatizzare lo Stato sociale” e di finanziare il riarmo. Le richieste: restituire 25 miliardi di tasse e introdurre una patrimoniale sui grandi redditi.
La CGIL torna a proclamare uno sciopero generale in solitaria dopo il 2011 e il Segretario Generale, Maurizio Landini, non nasconde la forte connotazione politica dell’iniziativa. In un’intervista a La Repubblica, Landini ha definito lo sciopero come un atto “sociale, ma anche politico, certo”, mirato a contrastare una manovra economica che, a suo dire, “non serve al Paese e che viene fatta solo per abbassare il deficit e comprare armi.”
La mobilitazione è indetta per rivendicare “un futuro di pace e giustizia sociale” e chiede riforme fiscali radicali. La richiesta più eclatante è la restituzione di 25 miliardi di euro a 38 milioni di lavoratori e pensionati, somme pagate in eccesso negli ultimi tre anni a causa del drenaggio fiscale (o tax drag).
Sul fronte delle entrate, Landini è categorico. Basta Flat Tax: La considera una misura “inaccettabile.” Tassare Rendite e Profitti: Chiede un sistema fiscale che sia progressivo. Patrimoniale: Propone un “contributo di solidarietà dell’1,3% su 500 mila italiani con redditi netti annui sopra i due milioni,” stimando un gettito di 26 miliardi.
Il leader sindacale ha richiamato l’allarme lanciato dal Presidente Mattarella, sottolineando l’emergenza salariale: “L’articolo 36 della Costituzione dice che il salario deve essere degno. Invece oggi si è poveri lavorando.”
Landini ha dipinto un quadro drammatico dell’Italia, descritta come un Paese “dentro un’economia di guerra” e “in crisi industriale da 33 mesi”. Nonostante ciò, “profitti e ricchezza crescono, salari e stabilità dell’occupazione per donne e giovani no.”
L’accusa principale mossa al Governo Meloni è quella di operare una scelta politica precisa che va nella direzione di “privatizzare lo Stato sociale” attraverso: Tagli a scuola, sanità e ricerca. Assenza di politiche industriali. Unica direzione politica orientata al “riarmo”.
Il dibattito sull’oro di Bankitalia è liquidato come una “distrazione di massa per non parlare dei problemi reali,” che “dimostra che il governo è alla frutta.”
Il Segretario Generale respinge l’accusa di isolamento politico mossa al sindacato, ricordando che la CGIL è “il primo sindacato nel pubblico e nel privato” con oltre 5 milioni di iscritti.
Riguardo al rapporto con la Premier, Landini interpreta l’assenza di dialogo come un attacco al sindacato confederale stesso: “Se quando hai un tavolo con chi rappresenta milioni di lavoratori vai da un’altra parte, il messaggio è chiaro: vuoi colpire il ruolo e la funzione del sindacato confederale.”
La prova della legittimità della protesta, conclude Landini, si vedrà domani: “si vedrà come si riempiranno le piazze d’Italia.”