SALVINI, ‘UN’ITALIA PIU’ SICURA, NESSUN DIRITTO LESO’. STRETTA ASILO-CITTADINANZA. SALVINI, ITALIA PIU’ SICURA CONTE, NON ARRETRIAMO SUI DIRITTI. IL QUIRINALE ATTENDE
Via libera dal CdM al decreto Salvini su migranti e sicurezza. Con misure come lo stop alla protezione internazionale in caso di condanna in primo grado e la cittadinanza revocabile gia’ nel mirino di giuristi. Gli uffici lavorano alla formulazione degli articoli ed alla definizione delle coperture, mentre il Quirinale attende vigile l’invio del documento definitivo. Il titolare del Viminale esulta: ‘passo avanti per un’Italia piu’ sicura’. Il premier Conte chiarisce che su diritti e garanzie non si arretra. Ma e’ ampio lo schieramento critico. Per ora la Francia dice no all’Aquarius.
Il governo da’ il via libera al decreto che unifica i testi su sicurezza e migranti. Soddisfatto il ministro Salvini, che parla di ‘passo in avanti per un’Italia piu’ sicura’ e assicura che non viene leso alcun diritto fondamentale. Il premier Giuseppe Conte spiega che l’obiettivo e’ l’adeguamento alle norme Ue, anche in ragione della complementarieta’ delle due materie. E aggiunge che nessuno viene cacciato dall’Italia dall’oggi al domani, ma si rende piu’ efficace il sistema dei rimpatri. Prima del CdM, a Palazzo Chigi nuovo vertice sulla manovra. ‘Ci sono sempre progressi, e’ tutta una fumata bianca’, dice sul tema il premier. Le Monde: la manovra italiana un’equazione irrisolvibile.
I due decreti legge su sicurezza e immigrazione, inizialmente annunicati dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, sono confluiti in un unico decreto che è stato approvato oggi dal consiglio dei ministri. Una scelta definita ‘funzionale’ dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e maturata dopo gli incontri tecnici dei giorni scorsi. Il tema e le questioni legate all’immigrazione vengono quindi rubricate incorporate nel decreto legge recante “disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonchè mmisure per la funzionalità del ministero dell’Interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”. Un decreto legge di 30 pagine con 42 articoli, di cui 16 sulle misure pre l’immigrazione. Ecco i punti principali: IMMIGRAZIONE L’articolo 1 è sulla “abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e disciplina dei casi speciali di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario”. L’abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari sostituiti con permessi per meriti civili o per cure mediche o se il Paese di origine vive una calamità naturale. Raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Si passa con il decreto dagli attuali 90 a 180 giorni (al titolo I , articolo 2). Ampliamento dei reati che provocano la revoca del permesso di rifugiato (violenza sessuale, spaccio di droga, violenza a pubblico ufficiale). Per i richiedenti asilo la sospensione della domanda d’asilo è prevista in caso di pericolosità sociale o in caso di condanna in primo grado. Revoca della protezione umanitaria ai cosiddetti “profughi vacanzieri”. Esclusione del gratuito patrocinio nei casi in cui il ricorso è dichiarato improcedibile o inammissibile: se un migrante fa ricorso contro il diniego e il tribunale lo dichiara inammissibile, le spese processuali non sono più a carico dello Stato. sicurezza Potenziamento degli organici dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie (i beni appartenenti al clan potranno essere messi sul mercato e venduti). Stretta sul noleggio di furgoni che potrebbero essere utilizzati per attentati terroristici. Estensione del “daspo” per i sospettati di avere a che fare con il terrorismo internazionale. Possibilità per il personale della polizia locale di accedere alla banca dati interforze delle forze di polizia. Possibilità di estendere il daspo urbano anche ad aree quali mercati e fiere. Revoca della cittadinanza per gli stranieri considerati una minaccia per la sicurezza nazionale. Sperimentazione di armi ad impulsi elettrici (taser) da parte di operatori della polizia municipale di comuni con più di 100.000 abitanti. Inasprimento delle sanzioni nei confronti di coloro che promuovono o organizzano l’invasione di terreni o edifici; nonché ampliamento della possibilità dell’utilizzo dello strumento investigativo delle intercettazioni telefoniche per coloro che commettono tale tipologia di reato.