DECRETO MADIA, RESTANO 7 ORE IN PA, SE 4 MENO INCISIVITA’
Le fasce orarie di reperibilita’ per le visite fiscali non cambiano: restano di 7 ore per i dipendenti pubblici e di 4 per i privati. Cosi’ il decreto firmato dalla ministra Madia in vigore dal 13 gennaio. Salta l’armonizzazione tra i settori, indicata nella riforma del pubblico impiego. Il ministero della Pa ha motivato la scelta spiegando che dalla parificazione deriverebbe una riduzione delle finestre orarie per gli statali e dunque ‘una minore incisivita’ della disciplina dei controlli’.
I dipendenti pubblici in malattia potranno ricevere le visite fiscali dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 anche nei giorni non lavorativi e festivi. La riforma Madia non si ‘adegua’ alle osservazioni del Consiglio di Stato e, nel regolamento pubblicato in Gazzetta ufficiale, lascia invariate le vecchie fasce orarie peri i controlli per l’accertamento delle assenze dal lavoro per malattia. La giustizia amministrativa, esaminando il decreto legislativo che riformava le procedure che regolano i controlli, a settembre dello scorso anno aveva sollevato diverse osservazioni. Tra cui la richiesta di equiparare i controlli nel settore pubblico con quelli del settore privato (dove le fasce orario sono dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 per un totale di 4 ore). Alle valutazioni della Funzione pubblica, secondo cui la riduzione delle ore avrebbe portato a una ”minore incisività della disciplina dei controlli”, il Consiglio di Stato aveva risposto che si tratta di una valutazione basata ”su una nozione di controllo prettamente quantitativa”. Il ‘Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia nonché l’individuazione delle fasce orarie di reperibilità’, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 29 dicembre 2017, entrerà in vigore il 13 gennaio.