A due giorni dal disastro ferroviario in Puglia con 23 morti, compaiono i primi nomi sul registro degli indagati. Le ipotesi di reato sono di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Sospesi i capistazione di Andria e Corato. Istituito un pool di magistrati per indagare anche sulle cause strutturali dell’accaduto: linea, investimenti, sicurezza. Oggi pomeriggio il presidente Mattarella rendera’ omaggio al Policlinico di Bari alle vittime della sciagura. Sabato i funerali.
E’ di 23 morti il bilancio della tragedia ferroviaria in Puglia. Sabato i funerali. 52 i feriti, 8 sono gravi. Primi nomi nel registro degli indagati della Procura di Trani, che procede per omicidio colposo plurimo: sono dipendenti di Ferrotramviaria. Secondo i primi esiti, il treno da Andria non doveva partire. Si rafforza l’ipotesi dell’errore umano. Le indagini, affidate a un pool di 5 magistrati, riguarderanno anche i ritardi nei lavori sulla linea e i sistemi di sicurezza. L’Ad di Fs Mazzoncini difende il binario unico. Ma il ministro Delrio sottolinea che il sistema di avviso telefonico ‘e’ tra i meno evoluti e piu’ a rischio’ e promette l’arrivo di altri 1,8 miliardi per le reti regionali.
Il treno partito da Andria che, dopo circa dieci minuti, si e’ scontrato con quello proveniente da Corato, non sarebbe dovuto partire. E a provocare lo scontro, che ha causato la morte di 23 persone, sarebbe stato un errore umano, ma sara’ necessario capire da cosa sia stato determinato. E’ quanto ritiene di aver accertato finora la procura di Trani che ha sottoposto a sequestro l’area dell’incidente.
Prime iscrizioni nel registro degli indagati della Procura di Trani per il disastro ferroviario avvenuto sull’Andria-Corato, con 23 vittime accertate. Si tratta dei due capistazione di Corato e Andria, peraltro gia’ sospesi in giornata in via cautelativa dal servizio su decisione della direzione di Ferrotramviaria spa. Un atto scontato, ma sembra che i loro nomi siano soltanto i primi messi nero su bianco in serata dai magistrati del pool costituito oggi in Procura. L’inchiesta – nell’ambito della quale si ipotizzano i reati di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario – deve accertare tre aspetti: la dinamica, le responsabilita’ e il perche’ dei ritardi nell’ammodernamento della linea che dopo Ruvo di Puglia, verso Nord, e’ ancora a binario unico. In relazione a tutti questi aspetti l’elenco degli indagati non puo’ che allungarsi.
“Il bilancio a questo momento e’ consolidato. Sono completate le identificazioni di 23 salme”. Cosi’ al Senato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha chiarito quale sia, al momento, il reale bilancio delle vittime dello scontro ferroviario si ieri sulla linea Adria Corato. In precedenza, ha spiegato ancora Delrio “erano state segnalate 27 persone teoricamente disperse. Ma ad oggi, avendo terminato la rimozione dei detriti ed avendo terminato tutte le operazioni, per fortuna il bilancio delle vittime si e’ ridotto”. Negli ospedali sono ancora ricoverate 24 persone di cui otto sono in gravi condizioni. Alcuni dei feriti potrebbero essere dimessi nei prossimi giorni. Le salme saranno consegnate ai familiari nella giornata di venerdi’, quindi e’ probabile che i funerali si svolgano nella giornata di sabato.
Gli inquirenti stanno seguendo due ipotesi di responsabilita’: quelle l’errore umano e del problema tecnico in uno dei due treni. Tutto gira attorno al sistema di segnalazione telefonica che avrebbe dovuto avvertire uno dei due conduttori del treno che qualcosa non andava. Un sistema, come ha spiegato il ministro Delrio, regolato tramite il meccanismo del consenso telefonico: nel regime del blocco telefonico il capostazione non puo’ inviare un treno alla stazione successiva se non ha domandato e ottenuto dal capostazione della predetta il consenso ad inviare quel determinato treno. Importante sara’ la verifica dei contenuti della scatola nera di uno dei due treni che e’ stata ritrovata dai vigili del fuoco.
La procura di Trani ha rilasciato l’elenco ufficiale delle vittime riconosicute. I morti accertati sono: Fulvio Schinzari, 59 anni, nato a Galatina; Pasquale Abbasciano, di Andria, macchinista; Luciano Caterino, 37enne nato e residente a Corato, macchinista; Enrico Castellano, nato a Ostuni, aveva 72 anni; Antonio Summo, 15 anni, di Ruvo di Puglia; Donata Pepe, 70 anni di Terlizzi, (nonna del piccolo Samuele che si e’ salvato); Albino De Nicolo, 53 anni di Terlizzi, capotreno; Giuseppe Acquaviva, 51 anni, di Andria; Serafina Acquaviva, 52 anni di Andria; Alessandra Bianchino, 29 anni, di Andria; Rossella Bruni, 26 aanni, di Trani; Jolanda Inchingolo, 25 anni, di Andria; Maurizio Pisani, di Andria, di 55 anni; Gabriele Zingaro, 25 anni, di Andria; Pasqua Carnimeo, 30 anni, nata a Modugno; Maria Aloysi, 49 anni, di Andria ma viveva a Modugno; Francesco Ludovico Tedone, 17 anni, di Corato; Salvatore Di Costanzo, 56 anni di Bergamo, in Puglia per lavoro; Michele Corsini, 61 anni, di Milano; Gabriele Zingaro, di 25 anni, di Andria; Giulia Favale, nata in Francia, di 51 anni; Nicola Gaeta, barese di 56 anni.