Una città blindata, tre cortei che si fondono in un unico fiume di rabbia e, infine, l’esplosione della violenza. Torino ha vissuto ieri un pomeriggio di autentica guerriglia urbana in occasione della manifestazione nazionale contro lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna. Il bilancio è pesante: 31 agenti feriti, un blindato della polizia dato alle fiamme e un agente del reparto Mobile di Padova miracolosamente sottrattosi a un linciaggio.
L’episodio più drammatico è avvenuto nei pressi del Campus Einaudi. In un video, diventato virale in pochi minuti, si vede un agente di 29 anni, Alessandro Calista, padre di un bambino, rimanere isolato e venire accerchiato da decine di manifestanti travisati. Calista è stato colpito ripetutamente con calci, pugni e, come confermato dai sanitari, con un martello che gli ha causato una profonda ferita alla coscia sinistra. L’agente, a cui è stato strappato il casco durante l’aggressione, è riuscito a fuggire solo grazie all’intervento tempestivo dei colleghi. Attualmente è ricoverato, ma non in pericolo di vita.
La reazione del Governo è stata durissima. La premier Giorgia Meloni ha rotto il silenzio sui social: “Questi non sono manifestanti, sono nemici dello Stato. Difendere la legalità non è una provocazione, è un dovere. La magistratura faccia la sua parte.”
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha rincarato la dose parlando di “squadristi rossi coperti da una sinistra ipocrita” e ha annunciato che la prossima settimana sarà decisiva per l’approvazione di nuove norme di sicurezza. Tra queste, spicca il fermo preventivo fino a 12 ore per i soggetti noti come pericolosi, una misura che il Governo considera ormai “fondamentale” per prevenire simili scenari.
Anche le opposizioni hanno espresso ferma condanna per le violenze. La segretaria del PD Elly Schlein e il leader del M5S Giuseppe Conte hanno inviato messaggi di solidarietà alle forze dell’ordine, pur ribadendo la necessità di distinguere tra il diritto al dissenso e la violenza cieca.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato personalmente al Ministro Piantedosi per esprimere la propria vicinanza agli agenti feriti, un gesto che sottolinea la gravità istituzionale di quanto accaduto sotto la Mole.
“Ho appena parlato con il poliziotto aggredito a martellate durante gli scontri di Torino. Gli ho espresso la mia vicinanza insieme all’affetto ed alla stima che, come tutti gli italiani, nutro nei confronti delle forze dell’ordine. Figli del popolo aggrediti da figli di papa’”. Lo scrive il ministro degli Esteri e leader di FI, Antonio Tajani.
“Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarieta’ mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle Forze dell’Ordine e ai giornalisti colpiti e alla citta’ di Torino, che hanno subito un’aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza e’, come sempre, la piu’ ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al piu’ presto”. Cosi’ la segretaria del Pd Elly Schlein.
“Le scene che rimbalzano da Torino non si prestano a troppe interpretazioni: siamo di fronte ad atti di violenza contro le forze dell’ordine, contro i giornalisti e ad azioni contro la città di Torino che non si giustificano. Anche a nome delle senatrici e dei senatori del Pd voglio esprimere la solidarietà alle Forze dell’ordine, al sindaco Lo Russo e alla città di Torino che hanno subito una aggressione intollerabile da parte di bande organizzate. Qualsiasi ragione politica non può essere agita tramite la violenza che condanniamo senza se e senza ma”. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
“Non ci si può che unire alla solidarietà espressa dal Presidente Mattarella alle forze dell’ordine e in particolare al poliziotto isolato e malmenato da un gruppo di facinorosi. Verso le forme di violenza politica organizzata che abbiamo visto in azione a Torino non può esserci alcuna ambiguità”. Così il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova in un post su X.
Solidarietà del Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo e di tutti i Carabinieri all’agente della Polizia di Stato ignobilmente aggredito durante i disordini di Torino. “Un attacco a chi opera per la tutela dell’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini è un attacco allo Stato”.