‘Vogliamo estendere’ il modello Caivano ‘a tutte quelle realtà dove lo Stato è stato meno presente o, peggio, ha scelto di fare un passo indietro’. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso dell’incontro a palazzo Chigi per fare il punto sulla definizione del Piano straordinario per le periferie a rischio previsto dal Decreto Caivano-bis, che deve essere finalizzato entro il prossimo 31 marzo. ‘Abbiamo voluto il Decreto Caivano-bis e previsto di applicare questa modalità di intervento ad altre 8 realtà, cioè le realtà che voi amministrate e che conoscete meglio di chiunque altro – ha spiegato la premier -. Abbiamo individuato le risorse, 180 milioni di euro dai Fondi di Sviluppo e di Coesione, e costruito un meccanismo per individuare, insieme, le iniziative da portare avanti. Concentrandoci, in particolare, sugli interventi di riqualificazione delle periferie e su ciò che fosse più utile per dare una risposta ai bisogni concreti delle famiglie e dei più giovani’.
‘A Caivano abbiamo dimostrato che lo Stato, se ci mette volontà, costanza e determinazione, può rispettare un impegno che si prende con i cittadini’. Così secondo quanto si apprende la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso dell’incontro a palazzo Chigi per fare il punto sulla definizione del Piano straordinario per le periferie a rischio previsto dal Decreto Caivano-bis, che deve essere finalizzato entro il prossimo 31 marzo. ‘In un territorio complesso, abbandonato e dimenticato per decenni – ha ricordato la premier -, abbiamo detto alle persone perbene e oneste che dello Stato potevano tornare a fidarsi e che noi saremmo stati al loro fianco. Abbiamo rimesso prima di tutto al centro la sicurezza e la legalità, banalmente perché senza sicurezza e legalità non c’è libertà, non c’è la possibilità di portare avanti interventi di riqualificazione, non ci sono le precondizioni per creare lavoro e benessere. E abbiamo poi proseguito il cammino, riportando in quel territorio la gioia delle cose semplici, quasi banali. Come portare i bambini al parco, avere un asilo nido dove far crescere i più piccoli e un centro dove poter far far sport. Cose semplici, ma che purtroppo erano negate. E siamo andati ancora avanti, come dimostrano i tantissimi progetti che in questi mesi hanno vista la luce o che sono in via di realizzazione. Dal Polo culturale che nascerà a ridosso del ‘Centro Pino Daniele’ al nuovo Campus universitario, che offrirà agli studenti del territorio la possibilità di frequentare diversi corsi di laurea’. ‘A Caivano abbiamo dimostrato che le cose possono cambiare – ha sottolineato Meloni -. Noi abbiamo messo la faccia su una sfida che altri avevano considerato troppo difficile; lo abbiamo fatto con uno straordinario lavoro di squadra, per il quale ringrazio ancora una volta tutti i Ministri, le Amministrazioni e gli uffici che ci hanno lavorato, e giorno dopo giorno abbiamo messo una sopra l’altro i mattoni per ricostruire Caivano’.