Dopo +0,7% nel 2024 il pil in Italia dovrebbe crescere dello 0,7% anche nel 2025 contro +0,9% stimato a dicembre. E’ quanto prevede l’ Ocse nell’interim economic outlook che è stato pubblicato oggi. Nel 2026 il pil dell’Italia dovrebbe crescere dello 0,9% contro +1,2% stimato a dicembre.
Nel 2024 la crescita del prodotto globale è rimasta solida, con espansioni robuste negli Stati Uniti e in diverse grandi economie dei mercati emergenti, tra cui la Cina. I recenti indicatori di attività hanno però iniziato a segnalare un indebolimento delle prospettive di crescita globale. Lo afferma l’ Ocse nell’Interim Economic Outlook di marzo. Il sentimento di fiducia delle imprese e dei consumatori si è indebolito in alcuni Paesi, con gli indicatori di incertezza delle politiche economiche sono aumentati notevolmente in tutto il mondo. Secondo le proiezioni Ocse, la crescita del Pil mondiale si ridurrà dal 3,2% nel 2024, al 3,1% nel 2025 e al 3,0% nel 2026, a causa dell’innalzamento delle barriere commerciali in diverse economie del G20 e dell’aumento dell’incertezza geopolitica e politica che sugli investimenti e sulla spesa delle famiglie.
Secondo le proiezioni Ocse, contenute nell’Interim Economic Outlook di marzo, l’inflazione globale sarà più alta di quanto previsto in precedenza, anche se ancora in fase di moderazione a causa del rallentamento della crescita economica. L’inflazione complessiva dovrebbe scendere dal 3,8% nel 2025 al 3,2% nel 2026 nelle economie del G20. La conversione ‘core’ dovrebbe rimanere al di sopra degli obiettivi delle banche centrali in molti paesi nel 2026, compresi gli Stati Uniti. Queste proiezioni, spiega l’Ocse, si basano sull’ipotesi che le tariffe bilaterali tra Canada e Stati Uniti e tra Messico e Stati Uniti stanno aumentando di altri 25 punti percentuali su quasi tutte le importazioni di merci a partire da aprile. L’attività economica sarebbe più forte e l’acquisto più bassa in tutte e tre le economie se questi aumenti tariffari fossero inferiori o limitati a una gamma più ristretta di beni, ma la crescita globale sarebbe comunque più debole di quanto previsto in precedenza.