Israele dichiara di aver assunto il pieno controllo dello spazio aereo su Teheran, un’affermazione che, se confermata, segnerebbe una svolta radicale nel conflitto in corso. L’Idf (Forze di Difesa Israeliane) ha annunciato di aver distrutto un terzo dei lanciatori missilistici presenti sul territorio iraniano, consolidando così il proprio dominio sui cieli della capitale.
“Dominiamo i cieli di Teheran, questo cambia tutto”, ha dichiarato con enfasi il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu dalla base aerea di Tel Nof, aggiungendo: “Quando controlliamo i cieli di Teheran, colpiamo gli obiettivi del regime, diversamente dal regime criminale iraniano che colpisce i nostri cittadini e viene a uccidere donne e bambini.”
Mentre le parole di Netanyahu risuonavano in Israele, nuove esplosioni sono state segnalate a Teheran e lungo l’autostrada che collega la capitale a Qom. I caccia israeliani avrebbero lanciato una nuova ondata di attacchi aerei nell’Iran centrale. Teheran, dal canto suo, ha rivendicato l’abbattimento di nove droni, incluso uno di fabbricazione americana.
Netanyahu ha sottolineato come le azioni militari abbiano “ritardato il programma nucleare iraniano”, pur ammettendo di non averlo “stroncato”. Il Premier ha collegato le recenti operazioni alla “minaccia” rappresentata dall’Iran e all’attacco di Hamas del 7 ottobre. “La prima cosa che abbiamo fatto è stata colpire Hamas, inclusa la liberazione dei nostri ostaggi”, ha ribadito, affermando di aver liberato “più di 200 ostaggi” e promettendo di non arrendersi “finché non li riavremo tutti”. Netanyahu ha inoltre rivelato di aver dato istruzioni per portare avanti i negoziati per il rilascio degli ostaggi, intravedendo una “breccia” nei colloqui.
Il Primo Ministro ha poi aggiunto: “Dal momento in cui abbiamo eliminato Nasrallah mi è stato chiaro che l’Iran si sarebbe rivolto al nucleare e ai missili, perché questo è ciò che gli era rimasto, e quindi eravamo costretti ad agire all’ultimo minuto per impedirlo. E così abbiamo fatto con un magnifico colpo di apertura che stiamo continuando oggi.”
Sul fronte diplomatico, la mediazione russa è stata duramente bocciata dall’Unione Europea. “Mosca non ha credibilità, l’unica cosa a cui è interessata è la guerra”, ha tuonato il portavoce della Commissione UE.
Nel frattempo, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è proposto come mediatore. In una telefonata con il numero uno iraniano Pezeshkian, Erdogan ha dichiarato: “Pronti a facilitare la fine del conflitto e la ripresa del negoziato nucleare con Washington”.
Mentre Teheran “è in fiamme”, come dichiarato da Netanyahu, il Premier israeliano ha precisato che Israele “non mira ai civili”, e che questi ultimi “stanno evacuando in massa” le aree colpite, sebbene l’Iran cerchi di nasconderlo. Netanyahu ha accusato l’Iran di attaccare e bombardare i civili israeliani a Tel Aviv, Rishon LeZion, Rehovot, e in altre località. “Noi ovviamente agiamo diversamente, ma siamo determinati a completare la missione doppia di rimuovere la doppia minaccia”, ha concluso Netanyahu, specificando che gli obiettivi primari sono “eliminare la minaccia nucleare ed eliminare la minaccia missilistica”. “Siamo sulla strada della vittoria”, ha chiosato Netanyahu, in un momento di altissima tensione tra le due nazioni.
Ha causato “diversi morti” fra giornalisti e maestranze l’attacco condotto da Israele contro la sede della tv di Stato iraniana, nel cuore di Teheran, in un quartiere punteggiato di abitazioni residenziali, edifici istituzionali, ambasciate e uffici di corrispondenza di media come l’Afp francese. Lo riportano i media ufficiali di Teheran, ripresi anche da siti dell’opposizione iraniana all’estero.
La televisione di Stato iraniana, Irib, ha interrotto bruscamente una trasmissione in diretta dopo un attacco israeliano che ha preso di mira la sede dell’emittente, ma pochi minuti dopo la diretta è ripresa. Lo riferisce l’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna. Improvvisamente si è verificata un’esplosione che ha oscurato lo schermo dietro la conduttrice e si è vista la giornalista allontanarsi in fretta dalla telecamera. La trasmissione è passata rapidamente a programmi preregistrati. Dopo “il rumore dell’aggressione contro la patria” lo studio si sta riempiendo di polvere, ha dichiarato la conduttrice. Un’ora prima Israele aveva emesso un avviso di evacuazione per l’area della capitale iraniana dove si trovano gli studi tv.
Uccidere l’ayatollah Ali Khamenei “porrà fine al conflitto” tra Israele e Iran. Lo ha dichiarato lunedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un’intervista concessa alla rete televisiva americana ABC. “Questo non porterà a un’escalation del conflitto, ma porrà fine al conflitto”, ha risposto il leader israeliano, interrogato sull’opposizione di Donald Trump a un piano israeliano volto a eliminare la guida suprema iraniana. Alla domanda se Israele avrebbe effettivamente preso di mira Khamenei, Benjamin Netanyahu ha risposto che il suo Paese “stava facendo ciò che doveva fare”.
Gli appelli di Benyamin Netanyahu al cambio di regime in Iran si accompagnano alle voci più disparate diffuse da media dell’opposizione all’estero su presunte fughe di esponenti del regime. La televisione Iran International, basata a Londra, ha detto che Ali Asghar Hejazi, il vice capo di gabinetto della Guida suprema Ali Khamenei, è in trattative con le autorità di Mosca per ottenere un salvacondotto in Russia “se la situazione si deteriorasse”. Lo stesso starebbero facendo altri dirigenti, ha aggiunto l’emittente, secondo la quale Khamenei è stato evacuato con i familiari in un rifugio sotterraneo nell’area di Lavizan, nel nord-est di Teheran.