Il dibattito sul riconoscimento dello Stato di Palestina si infiamma in Italia, con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che si dichiara favorevole in linea di principio, ma ritiene “controproducente” un riconoscimento immediato. La sua posizione, espressa in un’intervista a Repubblica, si scontra con le pressioni dell’opposizione, che invoca una “posizione chiara e coraggiosa” come quella assunta dalla Francia.
Meloni ha ribadito la sua posizione, già espressa in Parlamento e direttamente alle autorità palestinesi e a Macron: “Io credo che il riconoscimento dello Stato di Palestina, senza che ci sia uno Stato della Palestina, possa addirittura essere controproducente per l’obiettivo”. Secondo la premier, “se qualcosa che non esiste viene riconosciuto sulla carta, il problema rischia di sembrare risolto, quando non lo è”. Per questo motivo, pur essendo “favorevolissima allo Stato della Palestina”, non è “favorevole al suo riconoscimento a monte di un processo per la sua costituzione”.
Sulla stessa linea si muove il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ribadisce la posizione italiana a favore della “soluzione due popoli e due Stati”, ma condiziona il riconoscimento del nuovo stato palestinese al “riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele”. Una posizione poi messa nero su bianco nel documento politico finale votato all’unanimità dal Consiglio nazionale di Forza Italia.
Anche il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, pur non contrario al riconoscimento in sé, esprime dubbi sull’efficacia di un’iniziativa unilaterale: “La domanda che mi facevo era se aiuta a risolvere o ad aggravare” la situazione. La Lega, il partito di Fontana, affida a una nota la propria posizione: “Lo Stato palestinese? Prima il rilascio di tutti gli ostaggi e lo scioglimento del gruppo terrorista islamico di Hamas”.
L’opposizione si muove compatta e plaude alla decisione francese, chiedendo all’Italia di fare altrettanto. La leader del Partito Democratico Elly Schlein ha affermato: “Apprezzo che anche la Francia riconosca lo Stato di Palestina, dobbiamo ottenere che anche l’Italia lo faccia”. Schlein ha poi criticato le dichiarazioni di Tajani, definendole “incomprensibili” e sottolineando come “uno Stato già esiste mentre l’altro è illegalmente occupato”.
Duro anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che sui social ha attaccato il governo per la sua presunta reticenza e per i contatti militari con Israele. “Che vergogna nazionale”, ha commentato Conte, chiedendo chiarimenti sui nuovi piani di cooperazione militare.
Per il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, “Giorgia Meloni dovrebbe seguire Macron”, inviando un “messaggio politico fortissimo per esercitare pressione su Netanyahu affinché finisca il brutale assedio di Gaza e consenta l’accesso degli aiuti alla popolazione palestinese”. Della stessa avviso anche Avs e Prc.
Al centro della polemica è soprattutto il Ministro Tajani. Il responsabile Esteri del PD, Beppe Provenzano, ha incalzato: “Il nostro Ministro degli Esteri sa di cosa parla? Dice che serve il riconoscimento di Israele. A parte che l’Italia lo ha riconosciuto nel 1949, anche la Palestina, con l’OLP, lo ha fatto nel 1993, con gli accordi di Oslo. È Israele semmai che deve riconoscere la Palestina, ponendo fine all’occupazione illegale dei suoi territori”.