Una nuova ondata di dazi protezionistici firmata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, scuote i mercati globali. In un ordine esecutivo firmato nella notte, la Casa Bianca ha imposto un’escalation di tariffe che colpisce duramente Paesi come Canada, Svizzera e Siria, mentre conferma l’accordo già raggiunto con l’Unione Europea, mantenendo le aliquote al 15%.
Le misure, che entreranno in vigore il 7 agosto, colpiscono duramente una serie di Paesi. Tra i più penalizzati ci sono la Siria, con un’aliquota record del 41%, la Svizzera al 39%, la Serbia al 35%, il Sudafrica al 30%, e l’India al 25%, a cui si aggiunge una sanzione per l’acquisto di petrolio russo. Il Canada, anch’esso nel mirino, vedrà un notevole aumento delle tariffe, sebbene i dettagli specifici non siano stati ancora completamente chiariti.
Nonostante le tensioni iniziali, l’Unione Europea esce relativamente indenne da questa nuova stretta. I dazi rimangono fissi al 15%, come stabilito in un accordo precedentemente negoziato in Scozia. Tuttavia, una parte più tecnica dell’ordine esecutivo ha sorpreso gli analisti: un complesso sistema di ricalcolo tariffario che potrebbe portare ad un azzeramento dei dazi per alcune categorie di prodotti, mentre per altri si tradurrebbe in un aumento. Un aspetto che sarà monitorato attentamente dalle imprese europee nelle prossime settimane.
Trump ha anche concesso un periodo di negoziazione di 90 giorni al Messico, durante il quale le attuali tariffe rimarranno invariate al 25%. Il Brasile, invece, ha visto una netta riduzione delle tariffe. Nonostante le minacce iniziali di un dazio del 50%, il Paese sudamericano sarà soggetto a un’aliquota del 10%, con la restante parte delle tariffe incluse in un pacchetto di misure separate.
L’annuncio arriva dopo giorni di intensi negoziati e si inserisce in un’agenda protezionistica che continua a ridefinire il commercio globale. Gli economisti e gli operatori di settore guardano ora con preoccupazione alle possibili reazioni dei Paesi colpiti e alle contromisure che potrebbero innescare nuove dispute commerciali.
Le nuove tariffe doganali per le merci spedite via nave non saranno modificate prima del 5 ottobre 2025, offrendo una finestra temporale per le aziende per adeguarsi.