Il campo progressista cerca una difficile unità, con i leader Giuseppe Conte e Elly Schlein impegnati in un confronto a distanza che alterna momenti di accoglienza e dissenso. Se a Reggio Emilia la Festa dell’Unità ha accolto il leader del M5S con applausi e cori, al Circo Massimo la segretaria del PD ha dovuto affrontare una platea più critica, che non ha risparmiato fischi e contestazioni.
A Roma, Schlein ha ribadito la sua “testarda” volontà unitaria, sottolineando come la coalizione di centro-sinistra sia riuscita a trovare un accordo su candidati e liste in tutte le sette regioni al voto, un risultato che ha definito “senza precedenti negli ultimi 20 anni”. La segretaria dem ha però dovuto difendere la posizione del PD sull’invio di armi a Kiev, suscitando le proteste di una parte dei militanti del “Fatto quotidiano”. “C’è una differenza”, ha ammesso, “ma se non continuiamo a discutere non troveremo mai un punto d’incontro. Solo così potremo battere le destre”.
A Reggio Emilia, l’atmosfera per Giuseppe Conte è stata decisamente più calorosa. Accolto da un’ovazione, l’ex premier ha condiviso il palco con Dario Franceschini (PD), rievocando la storica alleanza del governo “giallorosso”. Franceschini ha insistito sulla necessità di unire le forze per battere il centrodestra e ha auspicato la nascita di un soggetto politico di centro, un’idea sulla quale Conte si è mostrato scettico. “A noi interessa un progetto che va riempito di contenuti seri”, ha dichiarato Conte, “non basta essere anti-Meloni”.
Il dibattito si è concentrato anche sulla scelta del futuro candidato premier. Franceschini ha rotto gli schemi tradizionali, sostenendo che non serve una figura di centro, ma “una personalità forte, alternativa alla destra”. Conte ha rassicurato sulla sua disponibilità a lavorare per trovare “il miglior candidato possibile”, sottolineando che la scelta non sarà un problema né per il M5S né per lui. “È il momento di costruire”, ha ribadito Conte, confermando l’intenzione di abbandonare l’idea di “marciare divisi” per poi coalizzarsi in un secondo momento.
Il confronto a distanza continuerà, con i due leader che si scambieranno le piazze nel fine settimana, in un continuo sforzo per superare le divisioni e costruire una piattaforma unitaria.