Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha lanciato una proposta a sorpresa sulla legge elettorale, suggerendo che ogni partito debba avere la libertà di indicare il proprio candidato premier. “Forse sarebbe meglio far sì che si lasciasse ai partiti la possibilità di correre indicando nel proprio leader la guida del Paese”, ha dichiarato Tajani, aggiungendo che il partito che otterrà più voti avrà il “diritto, riconosciuto da tutti, di indicare il presidente del Consiglio”. La sua mossa arriva in un momento di forte dibattito interno alla maggioranza, in particolare sulle candidature per le prossime elezioni regionali.
Le tensioni tra gli alleati di governo sono palesi e si concentrano in particolare sulla spartizione delle candidature per le elezioni regionali. Dopo le accuse della Lega di un presunto rallentamento da parte di Forza Italia, Tajani ha respinto al mittente le critiche: “Non siamo certamente noi a rallentare, ci sono problemi che devono essere risolti dalla Lega”. Il nodo principale riguarda la Lombardia: Fratelli d’Italia, forte del suo peso elettorale, avrebbe rivendicato la guida della Regione in cambio del via libera a un candidato leghista per il Veneto. Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ha risposto con fermezza: “Visto che sono i numeri che parlano e la Lega insieme alla lista Fontana in Lombardia ha ottenuto più o meno gli stessi voti di FdI, se lo rivendicano loro a maggior ragione noi, che siamo gli uscenti, possiamo farlo”.
Oltre alla Lombardia, il centrodestra deve ancora sciogliere i nodi in Campania e Puglia. In Campania, sembra probabile che la scelta ricadrà su un nome civico, con Matteo Lorito e Giosy Romano tra i papabili. Per la Puglia, Forza Italia continua a sostenere la candidatura di Mauro D’Attis, che però non trova il pieno consenso a livello locale. Un’alternativa sul tavolo è l’ex direttore di TeleNorba, Vincenzo Magistà. Le trattative sono in corso, ma la strada per un accordo sembra ancora in salita.
Intanto, sul fronte opposto, anche la sinistra si prepara al voto. In Campania, l’ex presidente della Camera Roberto Fico (M5S) ha annunciato l’avvio di un tavolo programmatico con tutte le forze che lo sostengono. Dopo le recenti tensioni, il segretario del PD campano, Piero De Luca, si è proposto come mediatore per ricucire i rapporti tra Fico e il padre, il governatore uscente, parlando di una “dialettica fisiologica”. Le prime elezioni regionali si terranno il 28 settembre nelle Marche, con la sfida tra il governatore uscente Francesco Acquaroli e il suo sfidante, Antonio Ricci.