Il leader progressista del D66 trionfa per un seggio: triplica i voti e si prepara al complesso incarico di formare un Esecutivo di larghe intese. L’ultradestra accusa i “brogli” e giura battaglia.
Tensione altissima nei Paesi Bassi. Lo scrutinio delle elezioni politiche si è concluso con un risultato al cardiopalma che ha incoronato Rob Jetten, leader dei liberal-progressisti D66. La sua vittoria, giunta al fotofinish sul sovranista Geert Wilders, gli permette di rivendicare la promessa di riportare il Paese “al centro”.
Con appena 15.200 voti di vantaggio e, secondo le proiezioni, 27 seggi (uno in più di Wilders), Jetten ha frenato l’ascesa dell’ultradestra, triplicando i seggi del D66 in soli due anni. L’esito finale, che attende la convalida della commissione elettorale, sembra destinato a consolidarsi grazie al voto degli olandesi all’estero, tradizionalmente moderato.
Sconfitta sul piano dei seggi, l’ultradestra non arretra in termini di rappresentanza totale. Geert Wilders, ormai tagliato fuori da qualsiasi ipotesi di maggioranza, è passato al contrattacco dalla sua piattaforma X (ex Twitter). Ha accusato l’agenzia di stampa ANP di “arroganza”, ha agitato lo spettro dei “brogli” e ha giurato battaglia contro “Jetten e soci”, rei a suo dire di voler “distruggere i Paesi Bassi”.
Nonostante la battuta d’arresto del suo PVV, la galassia sovranista – sommando i seggi di Wilders, dei conservatori JA21 (alleati ECR di Meloni) e del FvD – raggiunge quota 42 seggi, uno in più rispetto alla legislatura precedente.
Per Jetten si apre ora la complessa stagione delle consultazioni per formare un governo di larghe intese. Le alleanze appaiono subito problematiche.
Mentre Jetten ribadisce che “gli olandesi hanno scelto la collaborazione con il centro” e mira a un esecutivo centrista con laburisti-verdi, Vvd e cristiano-democratici, la leader dei liberali di destra Dilan Yesilgoz (Vvd) ha escluso categoricamente un’alleanza con i laburisti-verdi di Timmermans, aprendo invece alla destra conservatrice del JA21 di Joost Eerdmans.
Il premier uscente, il tecnico Dick Schoof, ha espresso cautela: “Sarei sorpreso se si arrivasse a un governo prima di Natale”. Salvo miracoli politici, sarà lui a traghettare il Paese nel nuovo anno, mentre Jetten presenterà martedì la sua squadra di esperti per avviare i colloqui.