Momenti di alta tensione e violenza si sono verificati ieri pomeriggio a Torino, quando un centinaio di manifestanti si è staccato dal corteo in occasione dello sciopero generale e ha assaltato la sede del quotidiano La Stampa in via Lugaro. L’irruzione, avvenuta intorno alle 14:00, ha trovato la redazione vuota a causa dell’adesione dei giornalisti allo sciopero di categoria.
I manifestanti, descritti come una frangia più violenta, hanno agito con fare aggressivo. Sono state imbrattate le mura con vernice spray, lanciato letame contro i cancelli e rovesciate pile di giornali e libri.
Gli assalitori, alcuni a volto coperto, hanno urlato slogan come “Free Palestine” e hanno preso di mira direttamente la categoria giornalistica con minacce esplicite quali “Giornalista terrorista, sei il primo della lista” e “Giornalista ti uccido”.
L’azione è stata collegata in particolare al caso dell’imam di Torino, Mohamed Shahin, per cui nei giorni scorsi era stato emesso un decreto di espulsione e che è attualmente trattenuto in un CPR. Tra le scritte lasciate sui muri figurano “Free Shahin” e “Giornalisti complici dell’arresto in Cpr”.
L’episodio ha scatenato una reazione unanime e bipartisan di condanna da parte delle massime cariche dello Stato, che hanno espresso piena solidarietà al direttore Andrea Malaguti e all’intera redazione.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Malaguti la sua ferma condanna per l’irruzione violenta. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’accaduto “un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna,” ribadendo che “la libertà di stampa e informazione è un bene prezioso da difendere e tutelare ogni giorno.”
La segretaria del PD Elly Schlein ha condannato l’atto “grave e inaccettabile”, sottolineando che “ogni sede di giornale è presidio di libertà e democrazia.”
Anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, hanno espresso ferma condanna per l’intrusione violenta e le minacce rivolte ai giornalisti.
Solidarietà è giunta dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dal leader del M5S Giuseppe Conte e dall’Ambasciatore israeliano in Italia, Johnatan Peled, che ha condannato l’accaduto definendolo “un attacco alla democrazia, alla legge e all’ordine pubblico italiani.”