Zakharova: “L’UE sta ricorrendo al furto per compensare l’onere dell’Ucraina”. Scontro a Roma: Salvini (“un azzardo, si gioca col fuoco”) contro Tajani, che insiste sulle “serie perplessità giuridiche” sull’utilizzo dei fondi. Intanto, Witkoff vola a Berlino per un vertice cruciale.
La decisione dell’Unione Europea di congelare a tempo indeterminato gli asset russi ha innescato una durissima reazione di Mosca, con l’annuncio immediato di contromisure. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato l’UE di “un atto assolutamente illegale che viola gravemente il diritto internazionale”, definendo l’azione un caso di “furto puro e semplice”.
Zakharova ha affermato che la politica di danneggiare la Russia sta portando a una “situazione economica molto disastrosa nella stessa UE” e che Bruxelles, trovando l’onere dell’Ucraina “troppo pesante da sopportare”, è costretta a ricorrere al “furto”.
Mosca ha annunciato che le ritorsioni “non tarderanno ad arrivare”. In particolare, la Banca di Russia ha già notificato la presentazione di un ricorso presso la Corte arbitrale di Mosca contro il depositario Euroclear per il risarcimento dei danni subiti. Zakharova ha avvertito che l’azione europea minerà la reputazione globale del blocco come partner commerciale affidabile.
Il voto europeo ha riacceso il dibattito interno nella maggioranza italiana, che pur avendo approvato il congelamento, ha messo a verbale i dubbi sull’utilizzo dei fondi. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha espresso il dissenso più netto, definendo la decisione “un azzardo, un’imprudenza,” e accusando l’UE di “scherzare con il fuoco”. Salvini teme che la confisca dei beni porti a ritorsioni contro le 314 aziende italiane attive in Russia.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che il Governo italiano ha “serie perplessità giuridiche” sull’utilizzo degli asset per finanziare Kiev. Tajani teme che una sconfitta in una potenziale causa russa comporterebbe un danno per l’immagine di Italia ed Europa, spingendo verso la ricerca di “altre soluzioni con altre garanzie”.
Il Ministro delle Imprese Adolfo Urso ha mantenuto una posizione più cauta, ritenendo la decisione sul blocco a tempo indeterminato “necessaria in questo momento,” pur sperando in un rapido cessate il fuoco.
Sul fronte diplomatico, il Presidente americano Donald Trump ha parlato di “molti progressi” e ha inviato il suo inviato, Steve Witkoff, a Berlino per incontrare il Presidente Zelensky, la premier Meloni e altri leader europei. Secondo Axios, gli Stati Uniti sarebbero pronti a offrire a Kiev garanzie vincolanti nell’ambito di un accordo di pace.
Contestualmente, si riapre il dibattito interno alla maggioranza sul decreto per la proroga degli aiuti militari a Kiev. Il senatore della Lega Claudio Borghi ha ribadito che il partito non voterà una “semplice ennesima riproposizione del vecchio decreto armi” e chiede una “discontinuità” che tenga conto dei negoziati in corso e della “corruzione dilagante in Ucraina.”
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha tuttavia espresso fiducia: “Noi siamo al fianco dell’Ucraina e vedrete che alla fine anche questo decreto, come tutti gli altri in precedenza, verrà approvato.”