Lo sciopero nazionale dei taxi di martedi’ ha registrato un’adesione pressoché totale nelle principali città, da Milano a Napoli, trasformando la protesta in un assedio al cuore della politica. Al centro della disputa: la richiesta di decreti attuativi contro le piattaforme digitali e la “concorrenza sleale” di Uber e degli algoritmi.
A Roma, la manifestazione è culminata in piazza Montecitorio, dove centinaia di auto bianche sono giunte in corteo dall’aeroporto di Fiumicino. La piazza è stata teatro di scontri verbali e fisici. Matteo Hallissey, presidente di +Europa, ha denunciato un’aggressione con calci e sputi mentre manifestava contro le “lobby”. L’esplosione di alcune bombe carta ha fatto sobbalzare i parlamentari all’interno della Camera, portando le forze dell’ordine a blindare l’intera area.
Così il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: “Non ho voluto interferire con il diritto di rivendicazione, ma ho convocato le sigle sindacali”. Il faccia a faccia al Ministero ha restituito alla categoria le rassicurazioni attese: il governo ha confermato che non vi sarà alcuna riscrittura della normativa vigente, un punto fermo richiesto con forza per tutelare la natura di servizio pubblico del taxi contro le spinte alla deregolamentazione.
L’impegno principale assunto dal Mit riguarda la lotta alla concorrenza sleale:
- Foglio di servizio elettronico: Sarà aggiornato e reso pienamente operativo entro aprile 2026.
- Censimento del settore: Il nuovo strumento digitale permetterà un tracciamento puntuale delle corse, favorendo il contrasto all’abusivismo e alle irregolarità nel comparto NCC e delle piattaforme tecnologiche.
«Lo sciopero ha reso possibile un percorso chiaro», si legge nella nota diffusa da USB Taxi al termine dell’incontro. Il sindacato ha espresso soddisfazione per la compattezza dimostrata dai lavoratori, interpretando l’altissima partecipazione come un segnale inequivocabile di «contrarietà alle speculazioni delle multinazionali».
Il Ministero si è impegnato a riconvocare le sigle sindacali tra 15 giorni per verificare i decreti che verranno presentati alle altre componenti della filiera, garantendo così un monitoraggio costante sull’avanzamento dei provvedimenti attuativi.
Mentre i tassisti chiedono protezione, il fronte delle critiche si fa compatto, coinvolgendo politica e associazioni di categoria.
- Forza Italia: Il vicesegretario Roberto Occhiuto ha definito la protesta “anacronistica”, sottolineando che le riforme devono servire i cittadini e non lo status quo di una corporazione.
- Consumatori: Durissimo il Codacons, che parla di “sciopero contro gli utenti” e di una categoria che tenta di ostacolare ogni forma di concorrenza.
- Il nodo NCC: Massimiliano Dona (Unione Nazionale Consumatori) e la federazione MuoverSì chiedono che al tavolo ministeriale non siedano solo i tassisti, ma anche i rappresentanti del noleggio con conducente e dei consumatori, per una “riforma liberale e seria” che superi le logiche di fazione.