L’Ufficio di Presidenza della Camera ha ufficializzato una raffica di sanzioni contro 32 deputati di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Il motivo? L’occupazione della sala stampa avvenuta lo scorso 30 gennaio per impedire una conferenza sulla “remigrazione” organizzata dal leghista Domenico Furgiuele con esponenti di CasaPound e del Veneto Fronte Skinheads.
La decisione, assunta a maggioranza, spacca l’istituzione: da un lato la Presidenza che punisce la violazione del regolamento e l’impedimento dei lavori parlamentari, dall’altro i deputati sanzionati che rivendicano il gesto come un “atto di difesa costituzionale”.
IL DETTAGLIO DELLE SANZIONI Il verdetto della Presidenza distingue tra due livelli di responsabilità:
- 5 giorni di sospensione per 22 deputati (tra cui Laura Boldrini, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Arturo Scotto). Sono stati puniti per essersi seduti fisicamente al banco degli oratori, impedendo materialmente l’avvio dell’iniziativa.
- 4 giorni di sospensione per altri 10 parlamentari (tra cui Chiara Gribaudo e Vittoria Baldino), sanzionati per aver contribuito alla “saturazione dei posti” in sala per boicottare l’evento.
LA RIVOLTA DEI SOSPESI: “MONTECITORIO NON È PREDAPPIO” Le reazioni degli esponenti colpiti sono state immediate e durissime. Lungi dal mostrare pentimento, i parlamentari hanno trasformato la punizione in un manifesto politico:
- Laura Boldrini (Pd): “Decisione vergognosa. Si puniscono parlamentari che hanno difeso le istituzioni da uno sfregio inaccettabile. Lo rifarei cento volte: la Camera non può diventare Predappio”.
- Arturo Scotto (Pd): “Una pagina buia. Veniamo colpiti perché siamo antifascisti, ma ne vado fiero”.
- Roberto Morassut (Pd): Attacca direttamente il Presidente della Camera: “Fontana ha tradito il suo ruolo dando soddisfazione a un manipolo di neofascisti. Questa sospensione è per me una medaglia di fedeltà repubblicana”.
- Nicola Fratoianni (Avs): “Se il governo non ha la forza di sciogliere le organizzazioni neofasciste, almeno queste non devono entrare nel cuore della democrazia”.
IL CASO FURGIUELE E IL “DIRITTO DI PAROLA” Dalla maggioranza si difende invece la regolarità delle sanzioni, sottolineando che il ruolo del Parlamento è garantire a ogni deputato il diritto di organizzare iniziative, e che l’occupazione fisica di spazi comuni rappresenta un precedente pericoloso per la tenuta delle regole democratiche. Resta però il peso politico di un’iniziativa (quella del leghista Furgiuele) che aveva portato sigle dell’estrema destra radicale sulla soglia della sala stampa più importante d’Italia.