Scoppia il caso politico al Ministero della Cultura dopo la doppia bocciatura del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”. Il Ministro Alessandro Giuli, chiamato a riferire in Aula alla Camera dal Partito Democratico, ha preso le distanze dalle decisioni della commissione tecnica “selettivi”, definendole inaccettabili sul piano ideale e morale. Il caso, che ha suscitato un’ondata di polemiche, si sta trasformando in un terremoto interno al Collegio Romano, con la richiesta esplicita di dimissioni per i responsabili del rifiuto.
Davanti ai deputati, Giuli ha respinto con fermezza le accuse di censura, spiegando che il Ministero non può intervenire direttamente nelle valutazioni tecniche senza violare il principio di terzietà. “Attribuire al Ministero una volontà di censura è una rappresentazione priva di fondamento”, ha dichiarato il Ministro, sottolineando come la tragedia di Giulio Regeni abbia una rilevanza tale da superare qualsiasi prodotto audiovisivo. Tuttavia, Giuli non ha nascosto la propria indignazione per l’esclusione di un’opera già premiata con il Nastro d’argento per la legalità, a fronte del finanziamento di altri progetti giudicati meno meritevoli.
VIA D’USCITA: TAX CREDIT E RIFORMA DELLE COMMISSIONI
Per riparare a quello che molti definiscono un “autogol” di credibilità, il governo sta studiando una exit strategy. La sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha annunciato una revisione complessiva del sistema delle commissioni ministeriali. Nel frattempo, il film potrebbe rientrare in corsa attraverso il canale del tax credit, la cui domanda, presentata a fine dicembre 2025, è attualmente in fase di istruttoria. Nonostante i tagli al fondo cinema, questa potrebbe essere la chiave per garantire il sostegno pubblico all’opera.
IL FILM ARRIVA NELLE SALE E NELLE UNIVERSITÀ
Mentre si consuma lo scontro politico, il documentario prodotto da Ganesh e Fandango non si ferma. In risposta all’esclusione dai finanziamenti, i produttori hanno annunciato il ritorno della pellicola in oltre 60 sale italiane grazie al sostegno di Circuito Cinema. Il tour del docu-film toccherà inoltre 76 università tra aprile e maggio, approdando infine al Parlamento Europeo di Bruxelles il prossimo 5 maggio.
NUOVE POLEMICHE ALL’ORIZZONTE
Il clima al MiC resta teso. Oltre al caso Regeni, la sottosegretaria Borgonzoni ha espresso forte preoccupazione per un’altra imminente stroncatura: quella della sceneggiatura tratta dall’ultimo lavoro del maestro Bernardo Bertolucci. “Scelte che non rispecchiano la linea del Ministero”, ha ribadito la sottosegretaria, lasciando intendere che la stagione delle grandi manovre all’interno degli organi tecnici di valutazione è solo all’inizio.