In corso ad Aleppo l’evacuazione di centinaia di feriti e civili dalla parte della citta’ in mano agli insorti verso quella ovest controllata dal governo, ma non si ferma il fuoco. Almeno 4 civili uccisi e 4 feriti, secondo l’agenzia turca Anadolu per gli spari di miliziani sciiti lealisti contro un convoglio impiegato nell’ evacuazione. Mosca fa sapere che e’ cominciato anche il ritiro di 5mila miliziani e loro familiari entro un corridoio umanitario. Ankara informa che Russia, Turchia e Iran si incontreranno il 27 dicembre a Mosca in un summit dei ministri degli Esteri per discutere della crisi in Siria.
Un migliaio di persone ha lasciato Aleppo est, in virtu’ dell’accordo per l’evacuazione raggiunto tra Damasco e le forze di opposizione. A riferire la stima e’ una fonte militare governativa: “951 persone, tra cui 200 miliziani e 108 feriti” sono salite a bordo del primo convoglio, adesso fuori dalle zone assediate. “Il convoglio della Mezzaluna rossa e’ arrivato e i feriti sono stati trasferiti negli ospedali vicini”, ha confermato Ahmad al-Dbis, l’uomo che coordina medici e volontari impegnati nell’evacuazione. Un’altra conferma dell’uscita del convoglio da Aleppo est e’ stata fornita dalla ong Osservatorio siriano dei diritti umani.
Le Agenzie Onu si stanno preparando a fronteggiare l’arrivo di una nuova ondata di sfollati a Idlib, provincia della Siria settentrionale in mano ai ribelli, legata all’evacuazione di feriti, civili e combattenti da Aleppo Est. Lo ha sottolineato Jan Egeland, capo della task force dell’Onu per l’accesso umanitario in Siria, precisando che gli sfollati attesi potrebbero essere al massimo 100mila. Secondo Egeland, citato dall’agenzia di stampa Dpa, non è detto che le persone che in queste ore stanno lasciando i quartieri orientali di Aleppo si stiano dirigendo verso luoghi sicuri. “Ho paura per quello che potrebbe succedere quando quest’operazione sarà terminata”, ha dichiarato, riferendosi implicitamente alle rappresaglie del regime e delle milizie alleate. Egeland ha quindi evidenziato che le Nazioni Unite sono in contatto in queste ore con la Turchia per la realizzazione di nuovi campi profughi in modo da far fronte all’emergenza. Ieri il vice premier turco, Mehmet Simsek, ha dichiarato che la Turchia predisporrà una tendopoli per 80mila rifugiati siriani in fuga da Aleppo.