Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che fissa una serie di regole per le ‘fabbriche di titoli’: è stato previsto che lo studente possa sostenere, nello stesso anno scolastico, al massimo due anni in uno. Inoltre è stato stabilito il divieto di costituire più di una classe quinta collaterale ovvero aggiuntiva attivata in una scuola secondaria superiore paritaria; l’impossibilità per le scuole di avviare le iscrizioni prima di essere autorizzate, l’obbligo dell’adozione del registro elettronico. Nell’ultimo anno c’è stato un incremento della revoca della parità del 10%. “Stiamo tutelando i nostri giovani e assicurando che i diplomi rilasciati dalle scuole siano sinonimo di reale preparazione e competenza. Vogliamo una scuola seria, dove i diplomi non si regalano. Non sarà più possibile fare 4 anni in 1”, ha detto il ministro, il quale ha spiegato che le novità entreranno in vigore già dal prossimo anno scolastico. Lo stesso decreto prevede poi una riforma del sistema di reclutamento dei docenti previsto dal Pnrr, dopo un confronto con la Commissione europea, che consente di utilizzare i candidati idonei dei concorsi Pnrr per coprire le cattedre rimasti vacanti, integrando le graduatorie con i docenti che hanno raggiunto almeno il punteggio minimo nelle prove concorsuali, fino a coprire il 30% dei posti banditi. “E’ un primo, timido passo. Da tempo – sottolinea il segretario generale della Uil Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile – denunciamo un sistema di reclutamento fallimentare che negli ultimi negli ultimi otto anni, a fronte di 530.965 posti autorizzati per le immissioni in ruolo, ha concretizzato solo 261.939 assunzioni, pari al 49%”. Soddisfatto il sindacato Anief. Arrivano poi altri 820 milioni di euro per il nuovo piano per asili nido, viene incrementato di 1 milione di euro, per l’anno in corso, e di 3 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2026 e 2027, la dotazione dello stanziamento attualmente disponibile per la fornitura, gratuita o semigratuita, dei libri di testo a favore degli alunni più disagiati; è stata autorizzata la spesa di 1 milione di euro per l’ampliamento dell’offerta formativa degli Its.
Sul fronte universitario invece, la ministra Anna Maria Bernini ha, come promesso,portato e fatto approvare in Consiglio dei ministri il primo decreto sulla riforma per l’accesso a Medicina: viene abolito il test d’ingresso e previsto un semestre ad accesso libero. Tra le novità: i crediti formativi che dovranno essere conseguiti nei primi sei mesi, per sperare di andare avanti, dovranno essere almeno 18. Si potrà tentare di superare il ‘semestre filtro’ non più di tre volte. La riforma prevede l’iscrizione obbligatoria e gratuita ad un secondo corso di laurea dell’area di Scienza della Salute. Le lezioni per il ‘semestre filtro’ potranno essere in presenza ea distanza, con discrezione degli atenei.