‘Questo management, Ball piu’ che Hogan ha non solo sbagliato il modello di business della compagnia, ma certe volte avuto anche un approccio un po’ arrogante, se posso dirlo, che non ha giovato a nessuno nemmeno sull’esito del referendum’. Lo ha detto Carlo Calenda a ‘L’intervista’ di Maria Latella su SkyTg24. Il ministro ha aggiunto che sarebbe immorale punire i contribuenti, dopo i 7,5 mld di soldi pubblici gia’ versati ad Alitalia. Ed ha fatto presente che chiunque arrivera’ adesso, dovra’ pensare ad una ristrutturazione: ‘Non possiamo pensare che considerera’ normale continuare a perdere dei soldi’.
“Questo management operativo, non solo Cramer Ball ma anche Hogan, hanno non solo sbagliato il modello di business della compagnia ma certe volte hanno avuto anche un approccio arrogante che non ha giovato a nessuno e nemmeno sull’esito del referendum”. “Matteo Renzi ha detto una cosa giusta, sarebbe allucinante punire i lavoratori per il no. Io aggiungo che sarebbe immorale, ma sarebbe allucinante e immorale anche punire i contribuenti che giustamente hanno i loro motivi per essere seccati”. E’ quanto ha detto il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, intervistato da Maria Latella su Sky TG24, parlando del futuro di Alitalia dopo il no dei lavoratori al preaccordo sindacale sul rilancio della compagnia. Calenda non ha risparmiato critiche al management della compagnia, aggiungendo che “il fallimento sarebbe uno choc per il Pil”. “Chiunque arrivi – ha proseguito il ministro -, ci saranno delle manovre di ristrutturazione”.
“Chiunque arrivi” ad Alitalia “ci saranno delle manovre di ristrutturazione non si può pensare che non si paghi mai il conto di quello che è stato fatto”. “Io auspico che chi arrivi compri non lo spezzatino ma l’azienda intera, l’insieme dell’azienda”, afferma il ministro dello Sviluppo Economico. Ma chi arriverà “lo farà chiedendo condizioni che prevederanno un conto economico in equilibrio” aggiunge Calenda. E, riguardo ad un’ipotesi Meridiana sul tappeto, Calenda afferma: “Vorrei evitare di dire che ipotesi ci sono, perchè al momento ancora non hanno chiesto l’amministrazione straordinaria. Probabilmente lo faranno martedì, a quel punto il governo nominerà dei commissari, assicurerà la continuità dei voli, i commissari dovranno fare un programma ed aprire alla manifestazione di interessi”.
In attesa del via libera ufficiale da parte di Bruxelles del prestito ponte dello Stato da circa 400 milioni, la prossima sara’ un’altra settimana importante per il futuro di Alitalia. Martedi’ infatti sono previsti assemblea e Cda della compagnia, passaggi in cui verra’ confermata la mancata ricapitalizzazione (che sarebbe stata realizzata dai soci solo in caso di esito positivo del referendum dei lavoratori sul piano) e la richiesta al ministero dello Sviluppo economico dell’ammissione all’amministrazione straordinaria. Dopo questi due passaggi, la palla passera’ al ministero dello Sviluppo a cui spetta il compito di nominare i commissari che dovranno traghettare l’azienda in questi mesi (6 prorogabili di altri 3). I nomi che circolano da diversi giorni sono quelli di Luigi Gubitosi (che sarebbe diventato presidente in caso di successo del referendum) ed Enrico Laghi. Tuttavia, gli ultimi rumors danno in pole position Mauro Moretti, l’uomo che ha rimesso in piedi Fs prima, e Finmeccanica poi. Il manager sarebbe fortemente voluto dall’ex premier Matteo Renzi che non si rassegna all’idea di vedere l’Italia priva di una compagnia aerea. Per Renzi si potrebbe ripetere lo schema Qatar-Meridiana, compagnia che lentamente dopo l’ingresso degli arabi si sta riprendendo. Ma la questione Alitalia si intreccia con le primarie del Pd perche’ sempre Renzi ha detto che in caso di vittoria alla segreteria farebbe una proposta entro i primi 15 giorni di maggio. Una proposta che ha trovato un’apertura da parte del ministro dello Sviluppo Carlo Calenda il quale ha detto di voler ascoltare senza preclusioni: “Abbiamo bisogno di ogni contributo di idee. La situazione e’ complessa, quindi la proposta di Renzi e’ benvenuta e la valuteremo”, ha detto il ministro. Il governo intanto ha concordato con Bruxelles che il prestito ponte non verra’ considerato come aiuto di stato, che richiede una approvazione da parte della Commissione, ma sara’ concesso alle condizioni di mercato e per un periodo limitato nel tempo. Sul fronte sindacale, da segnalare la presa di posizione del segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan sul referendum che considera “un errore” perche’ ha snaturato il ruolo del sindacato stesso mentre il segretario della Cgil Susanna Camusso considera fondamentale l’intervento della Cdp per dare un futuro della compagnia.