I 600 milioni di prestito ponte concessi dallo Stato ad Alitalia sono un ‘male necessario, inevitabile, perche’ mettere gli aerei a terra dalla sera alla mattina costerebbe molto di piu’ ai contribuenti’, ma i cittadini ‘che hanno pagato 8 miliardi, sono molto attenti a come vengono usati i loro soldi e dobbiamo esserlo anche noi’. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Calenda lodando la scelta dei commissari (‘una buona terna’) e spiegando i prossimi passaggi: ‘Oggi non ci sono trattative sul tavolo, i commissari devono predisporre un programma ed e’ previsto che entro 15 giorni inizino ad aprire alle manifestazioni di interesse’. L’obiettivo e’ vendere l’intera azienda ‘in un contesto in cui si cerchi di rilanciarla’.
Sono Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, i tre commissari scelti dal Ministero dello Sviluppo Economico per gestire l’amministrazione straordinaria di Alitalia. Gubitosi si occupera’ della gestione dell’azienda, Laghi dei rapporti con il Governo e della parte legale. Il Ministro Calenda ha disposto oggi con decreto l’ammissione di Alitalia all’amministrazione straordinaria. Intanto James Hogan, numero uno di Etihad, dicendosi rammaricato, ha sostenuto di aver fatto tutto il possibile per supportare Alitalia, “ma e’ chiaro che la compagnia ha bisogno di una ristrutturazione profonda e su vasta scala”. Hogan rivendica di aver “protetto migliaia di posti”.
Alitalia torna in amministrazione straordinaria. Con un brusco atterraggio si chiude anche la breve stagione della compagnia targata Etihad, decollata il primo gennaio del 2015. Dopo la clamorosa vittoria del no al referendum tra i lavoratori, Alitalia è stata commissariata e a guidarla sarà ora una terna composta da Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Il d-day per la compagnia si è consumato oggi con tutte le tappe previste. Il primo atto della giornata è stata, questa mattina, l’assemblea degli azionisti, seguita dal cda che ha deliberato all’unanimità la richiesta di ammissione all’amministrazione straordinaria. Nel pomeriggio è poi arrivato il disco verde del Cdm a due decreti, uno del Mise e uno del Mef, che da una parte hanno formalizzato il passaggio all’amministrazione straordinaria con la nomina dei tre commissari e, dall’altra, hanno garantito un prestito ponte dal 600 mln. Alla fine del cda, le indicazioni del premier Paolo Gentiloni e dei ministri interessati, Carlo Calenda e Graziano Delrio. Il presidente del Consiglio ha delineato il perimetro dell’intervento: i termini dell’intervento “non sono quelli di immaginare una rinazionalizzazione di Alitalia. Lo abbiamo escluso fin dal primo momento, lo escludiamo oggi”. Per questo, il contributo pubblico è finalizzato a garantire continuità e a favorire una cessione più vantaggiosa possibile della compagnia. “Da parte nostra c’è stata la responsabilità di chi deve assicurare alcuni servizi fondamentali al nostro Paese, i collegamenti fondamentali, alcuni diritti acquisiti di chi ha acquistato i biglietti, la continuità, sia pure per il periodo di amministrazione straordinaria e quindi limitato nel tempo. Questo fa parte dei doveri e delle responsabilità del governo”, ha chiarito Gentiloni.
Entrano più nel merito tecnico le valutazioni di Calenda. All’Alitalia è “stato garantito un prestito ponte di 600 milioni per 6 mesi”, ha annunciato, puntualizzando che il finanziamento sarà erogato “a condizioni di mercato, euribor più mille punti base” e aggiungendo: “Era il massimo che si potesse prevedere e fare”. Parole ferme anche rispetto all’obiettivo finale dell’operazione. “Il mandato affidato ai commissari è chiaro: a breve dovranno aprire alle manifestazioni di interesse per individuare il potenziale acquirente”, ha spiegato il ministro. “I commissari hanno un mandato ampio nello spettro ma limitato nei termini temporali”, ha evidenziato ancora Calenda. Un mandato “per verificare la possibilità di una ristrutturazione in vista della vendita”. Il ministro dello Sviluppo economico ha ripercorso quindi tutte le tappe della vicenda Alitalia, da quando, il 22 dicembre scorso, gli azionisti concessero una moratoria “a fronte della situazione di grave difficoltà finanziaria” all’intervento del Governo nel tentativo “di far incontrare azienda e lavoratori”. Un percorso al termine del quale “abbiamo raggiunto un punto di equilibrio con il pre-accordo”, però bocciato poi dal referendum. “Da subito abbiamo detto che la non approvazione dell’accordo avrebbe aperto la strada all’ amministrazione straordinaria”, ha ricordato Calenda, scandendo che “la scelta di mettere a terra gli aerei avrebbe oggi effetti pesantissimi”. A esprimere ottimismo sull’approdo finale della procedura è stato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio. Il mercato del trasporto aereo italiano “è un mercato importante per il Paese, per la crescita del pil e lo sviluppo del turismo” e “siamo convinti che potrà trovare investitori interessati”. Anche per questo, ha evidenziato, “era obbligatorio procedere a seguito della richiesta del cda di ammissione all’amministrazione straordinaria. Era importante mantenere i diritti dei collegamenti aerei”. Alitalia, ha concluso Delrio, mantiene sul mercato nazionale una quota superiore al 40% e non poteva essere liquidata un’azienda di queste dimensioni”.