Per ‘induzione indebita a dare o promettere utilita” e’ finito agli arresti domiciliari il procuratore capo di Aosta facente funzioni, Pasquale Longarini. Secondo l’accusa Longarini ha fornito al titolare di un caseificio valdostano informazioni per risolvere problemi di tipo giudiziario o amministrativo in cambio di utilita’ o di promesse di utilita’. Da sostituto procuratore, Pasquale Longarini aveva collaborato all’inchiesta sul caso Cogne che in primo grado porto’ alla condanna a 30 anni di reclusione per Anna Maria Franzoni.
Il procuratore capo facente funzioni di Aosta Pasquale Longarini è stato arrestato dalla guardia di finanza di Milano nell’ambito di un’inchiesta della procura del capoluogo lombardo. Il magistrato è agli arresti domiciliari. Il reato ipotizzato a carico del magistrato dalla procura di Milano, che in queste ore ha informato il Csm, è di “induzione indebita a dare o promettere utilità”. Per i pm milanesi, Longarini avrebbe cioè fornito informazioni sulla sua situazione giudiziaria all’imprenditore Gerardo Cuomo, titolare del Caseificio valdostano, in cambio di benefici. L’inchiesta, coordinata dal Pm Roberto Pellicano e dal procuratore aggiunto Giulia Perrotti ha portato anche all’arresto di un imprenditore.
C’e’ un terzo indagato nell’inchiesta della procura della Repubblica di Milano che ha portato all’arresto del procuratore capo di Aosta facente funzioni Pasquale Longarini e dell’imprenditore Gerardo Cuomo: si tratta di un commerciante valdostano con attivita’ ad Aosta e Courmayeur. L’ipotesi di reato per Longarini e Cuomo, titolare del caseificio valdostano, azienda leader nella distribuzione di prodotti alimentari in Valle d’Aosta, e’ di ‘induzione indebita a dare o promettere utilita”. Secondo l’accusa Longarini gli ha fornito informazioni per risolvere problemi di tipo giudiziario o amministrativo in cambio di utilita’ o di promesse di utilita’.
Era stato uno dei magistrati inquirenti del caso Cogne Pasquale Longarini, il procuratore capo di Aosta facente funzioni arrestato oggi per ‘induzione indebita a dare o promettere utilita” nell’ambito di un’inchiesta della procura della Repubblica milanese, competente su quella aostana. Da sostituto procuratore aveva infatti collaborato con la collega Stefania Cugge alle indagini che in primo grado, nel 2004, portarono alla condanna a 30 anni di reclusione per Anna Maria Franzoni, accusata dell’omicidio del figlio di 3 anni, Samuele (pena ridotta a 16 anni dalla corte d’Assise Appello di Torino e confermata poi in Cassazione). Nella prima meta’ degli anni ’90 alcune inchieste di Longarini portarono in carcere l’attuale presidente della Regione Valle d’Aosta, Augusto Rollandin (carica che aveva ricoperto anche all’epoca); i fascicoli riguardavano in particolare il voto di scambio, l’illecita concessione di contributi regionali ad aziende di autotrasporto pubblico, la partecipazione – in forma occulta – del governatore al capitale azionario di una di queste societa’. Dal 13 dicembre scorso Pasquale Longarini e’ diventato procuratore capo facente funzioni dopo il passaggio al vertice della procura di Novara di Marilinda Mineccia. Il suo lavoro ad Aosta – dove aveva lavorato anche in pretura – e’ iniziato nei primi anni novanta.