Chiusura in negativo per le Borse europee, che hanno risentito delle polemiche negli Usa per le politiche del presidente Trump in tema di immigrazione e dei dati sull’inflazione in Germania. Piazza Affari ha chiuso con una perdita del 2,95%. La Bce ha richiesto a Unicredit di presentare, entro il 28 febbraio, una strategia in materia di crediti deteriorati, supportata da un piano operativo per affrontare l’elevato livello di crediti deteriorati. La banca prevede di registrare una perdita 2016 di circa 11,8 miliardi di euro.
Avvio di settimana negativo per le borse europee. A pesare sugli scambi sono stati il forte calo del prezzo del gas naturale e l’andamento di Wall Street, con gli operatori preoccupati per le prime misure messe in campo dal neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Partite in calo, le principali piazze finanziarie europee hanno ampliato i ribassi, per chiudere la giornata con Londra in ribasso dello 0,92%, Francoforte dell’1,12% e Parigi dell’1,14%. Milano conquista la maglia nera, con il Ftse Mib in flessione del 2,95% a 18.759 punti. E tornano ad aumentare le tensioni sui titoli di Stato, con lo spread Btp-Bund salito a 188 punti. In calo le materie prime, con il petrolio Wti a 52,8 dollari al barile e il gas naturale in ribasso del 3,5%. Sulla piazza principale della borsa milanese le vendite si concentrano sui bancari. Ubi Banca cede il 6,80% e Unicredit il 5,45%. Male anche Banco Bpm (-3,9%) e Intesa Sp (-3,09%). Fra gli assicurativi in forte rosso Unipol (-5,6%) e Generali (-3,1%). Forti vendite su Saipem (-6,7%) e, nel settore, su Tenaris (-4,9%) ed Eni (-2,5%). Perdono oltre tre punti percentuali Ynap, Ferragamo, Cnh Industrial, Fiat Chrysler e Italgas.
Secondo il Fondo monetario internazionale l’Italia e’ un ‘tipico esempio di Paese con un alto rapporto tra Pil e debito pubblico, una nazione che ha poco o niente spazio fiscale’. L’Ufficio parlamentare di bilancio prevede per il quarto trimestre 2016 una crescita congiunturale del Pil dello 0,2% (+1% circa sul corrispondente periodo 2015) che implicherebbe un aumento dello 0,9% nell’anno, +0,8% la stima del Documento programmatico di bilancio. Secondo l’Autorita’, il 2017 richiede un’accelerazione. Da Bruxelles, oggi Moscovici ha ribadito: ‘Aggiustamento negoziabile? Cifra e’ gia’ sul tavolo. Aspettiamo la lettera del governo italiano’.