Con il 31,4% dei voti e i suoi 31 anni, a scrutini quasi finiti, l’ex ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz si appresta a diventare il primo millennial a capo di un Paese europeo. Tuttavia, il suo partito non raggiunge una maggioranza tale da poter governare da solo. L’estrema destra del Fpoe di Heinz Christian Strache si attesta al secondo posto con il 27,4%, i socialdemocratici finora al governo con il partito popolare di Kunz si fermano al 26,7%. I Verdi rischiano, per la prima volta dal 1986, di restare fuori dal Parlamento. Si e’ votato anche in Bassa Sassonia, dove vincono i socialdemocratici, in vantaggio anche nelle comunali di Macedonia.
Dopo la batosta che vide lo scorso maggio la leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen, perdere malamente il ballottaggio con l’attuale inquilino dell’Eliseo, Emmanuel Macron, in Europa si era tirato un sospiro di sollievo – prematuro – per il rischio dell’affermazioni di formazioni pouliste-xenofobe in Europa. Il 24 settembre suono’ il primo allarme quando in Germania l’Alternative fuer Deustchland (Afd) trionfo’ e dal nulla divenne il terzo partito con 94 deputati su 709 al Bundestag. Oggi l’Austria conferma la tendenza della virata a destra dell’Europa. Hanno si’ vinto i popolari dell’Oevp del ministro degli Esteri uscente – designato cancelliere – Sebastian Kurz con il 31,6% pari a 62 deputati (ben 15 in piu’ di 4 anni fa) sul totale di 183. Ma anche se e’ stato scongiurato – come nel 1999 con Joerg Haider – che l’Fpoe, i nazionalisti xenofobi diventasse il secondo partito, sono comunque la terza formazione con il 26% (staccati al momento di uno striminzito 0,9%) dai social democratici (Psoe), del ‘premier’ uscente Christian Kern. Il tutto in attesa che giovedi’ siano contati i voti postali. Ma il conferimento dell’incarico di formare un governo a Kurz, che ha spostato molto a destra le posizioni dei popolari – sfruttando abilmente la cosiddetta “minaccia” dell’invasioni degli immigrati, memore di cio’ che e’ accaduto in Germnia nel 2015 (1 milioni di migranti entrati) il cui conto l’ha pagato 20 gionri fa la Cdu di Angela Merkel – e’ data per scontata la riedizione come nel 1991 di una coalizione nero-blu. Kurz infatti non ha alcuna intenzione di riesumare l’esperienza degli ultimi 10 anni di Grosse Koalition austriaca tra popolari e socialdemocratici. E’ stato lui a voler elezioni anticipate per defenestrare il cancelliere uscente dell’Spd, Kern. Voto che peraltro ha visto il suicidio dei Verdi – i quali dopo aver espresso lo scorso 4 dicembre il presidente Alexander Vand Der Bellen – per uno scisma non hanno raggiunto la soglia del 4% e restano fuori dal Parlamento, mentre entrano gli scissionisti di Sebastian Pilz con 8 seggi. I liberali, tradizionali, di Neosm guadagnano un seggio a quota 10. “Questo risultato e’ un chiaro mandato a cambiare l’Austria” ha commentato Kurz dopo la chiusura dei seggi dicendosi “molto felice aggiungendo – formalmente – “quando riceveremo l’incarico di formare un governo parleremo con tutti” Parole non troppo apprezzate dal Strache che, benche’ sia pronto ad allearsi con Kurz, ha accusato il cancelliere ‘in pectore “di aver rubato” il programma dell’Fpoe, a favore del quale, ha aggiunto”, ha votato un 60% per centro degli elettori.