Il centrodestra trionfa ai ballottaggi delle comunali, piazzando i suoi candidati in 16 citta’, mentre il centrosinistra riesce invece a vincere solo in 6 comuni capoluogo. Cadono roccaforti rosse come Genova e Pistoia. Parma conferma Pizzarotti. Renzi sconfitto e’ sotto assedio e tira dritto, ma il M5s parla di ‘Caporetto per il Pd’. Salvini rilancia: ‘esportiamo il modello di queste amministrative a livello nazionale’, e preme per una legge maggioritaria. Toti: ‘Gli elettori ci vogliono uniti’.
Trionfo del centrodestra ai ballottaggi delle amministrative: la gran parte dei 22 capoluoghi in gioco passa all’asse Fi-Leg-Fdi; cadono roccaforti ‘rosse’ come Genova e Pistoia. Parma conferma Pizzarotti. Poteva andare meglio ma le politiche son0o un’altra cosa, dice Renzi. Niente quorum a Trapani: arriva il commissario.
Torna il centrodestra nei ballottaggi delle Comunali. L’alleanza Berlusconi-Salvini conquista Genova al centrosinistra con Marco Bucci, vince a Verona e Catanzaro e batte il Pd perfino a L’Aquila. A Parma il sindaco Pizzarotti si conferma dopo aver sbaragliato gli ex amici grillini. Per i Dem, che governavano 14 capoluoghi di provincia su 22 ai ballottaggi, un flop. Esulta Salvini: ‘Andiamo a governare’. Per M5s, ‘ha perso Renzi’. Il Pd punta l’indice sulla ‘simbolica saldatura Lega-5Stelle’ sotto la Lanterna. Affluenza ai minimi: il 47% circa, -12 punti sul primo turno.
“E ora una riflessione occorrera’ farla”. I ‘big’ di Forza Italia cominciano ad interrogarsi su cosa fare in vista delle Politiche. Il centrodestra negli ultimi anni non ha mai avuto particolare fortuna alle amministrative ma questa volta la tornata elettorale ha ridestato entusiasmo, anche in vista del futuro. E ridato slancio agli ‘unionisti’, a chi punta su un asse saldo tra FI, Lega e Fdi.
“L’onda del centrodestra e’ da nord a sud”, dice Brunetta. La novita’ ora e’ che l’esito delle comunali ha riaperto il dibattito in Forza Italia su quale sistema elettorale puntare alle prossime elezioni. Berlusconi intende sfruttare la ‘rivincita’ alle urne per costringere il Pd a sedersi al tavolo sulla legge elettorale. Punta sempre sul proporzionale, ribadisce che e’ quella l’unica prospettiva che garantirebbe al partito azzurro di essere centrale. Ma il fronte pro maggioritario, alla luce dei risultati del primo e secondo turno, cresce e invoca una Assemblea costituente, con l’obiettivo di convincere il Cavaliere sulla necessita’ di una virata.
Toti rivendica il ‘modello Liguria’ e insiste sulla lista unica, qualora dovesse rimanere l’attuale sistema elettorale che prevede il premio di maggioranza per chi raggiunge il 40%. Oppure su una federazione che dia l’immagine della compattezza della coalizione. Il governatore non intende ‘strappare’ ma vuole andare all’incasso e far ‘pesare’ lo schema a suo dire vincente, l’asse con Lega e Fdi, considerando che nel 2018 si votera’ anche in Lombardia e in Friuli, regioni strategiche per il Carroccio. “Ma puntare sul maggioritario vuol dire consegnarsi a Salvini”, e’ la tesi di chi non ci sta a legare il proprio destino al segretario del Carroccio.