‘NON C’E’ NESSUN COORDINAMENTO CON L’ESECUTIVO DI MADRID’
La decisione sull’ex presidente catalano Puigdemont, arrestato ieri in Germania, spetta agli organi giudiziari e dunque non vi e’ alcun coordinamento fra i governi di Berlino e Madrid in proposito. E’ quanto fa sapere il ministero degli Esteri tedesco. Berlino sottolinea che la Spagna e’ uno stato di diritto e quindi il conflitto catalano va risolto all’interno dell’ordinamento del diritto e della costituzione spagnola.
Per Berlino la sfida catalana è una questione di politica interna spagnola che dovrà essere gestita nel quadro della giustizia del paese e l’arresto di Carles Puigdemont in Germania non interferisce con le relazioni bilaterali. A sottolinearlo e’ stato il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert. “La Spagna è uno stato democratico e per nostro convincimento ed esperienza, è uno stato costituzionale. Questo conflitto dovrà risolversi sulla base del diritto spagnolo”, ha dichiarato. “Il governo spagnolo – ha proseguito Seibert – ha sempre fatto presente di non aver accusato Puigdemont e i suoi compagni per le idee politiche, per le idee di indipendenza, ma invece per cose molto concrete relative a reati. Se questi reati sono stati commessi, dovranno stabilirlo i tribunali spagnoli”.
“Non commentiamo gli ultimi sviluppi sulla vicenda Puigdemont e sulla Catalogna, la nostra posizione resta sempre la stessa”. Lo ha affermato un portavoce della Commissione Ue.
L’avvocato dell’ex-presidente catalano Carles Puigdemont, Jaume Alons Cuevillas, ha detto oggi di prevedere che restera’ in Germnia, dove e’ stato fermato ieri, “due o tre mesi”. Il legale ha precisato che al momento non e’ previsto che chieda l’asilo politico in Germania ma che “lo studieremo se sara’ il caso”.
L’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, e’ stato arrestato ieri mattina dalla polizia tedesca vicino al confine tra la Germania e la Danimarca nell’ambito di un’operazione congiunta con la Spagna e il Centro di Intelligence nazionale (Cni) che sorvegliava Puigdemont gia’ dal suo arrivo in Finlandia. La notizia e’ stata riferita da tutti i principali quotidiani spagnoli, che hanno dedicato ampio spazio alla vicenda. Puigdemont stava cercando di raggiungere il Belgio via terra, dove aveva stabilito la propria residenza dopo la dichiarazione di indipendenza della Catalogna. In Belgio l’ex presidente catalano godeva infatti di una vasta rete di sostegno da parte dei nazionalisti fiamminghi, e di una squadra di avvocati specializzati nei procedimenti giudiziari internazionali. L’arresto e’ avvenuto in virtu’ di un ordine europeo di detenzione e consegna (Oede), un meccanismo di cooperazione giudiziaria tra i vari paesi dell’Unione europea, e rimette ora la decisione nelle mani della giustizia tedesca che ha 60 giorni per decidere se consegnare il politico alle autorita’ spagnole per i reati di ribellione e appropriazione indebita, secondo quanto deciso venerdi’ scorso dal giudice della Corte suprema Pablo Llarena. Nel frattempo Puigdemont ha passato la sua prima notte nel penitenziario di Neumunster, nel nord della Germania, a circa 65 chilometri da Amburgo. Secondo il quotidiano spagnolo “Abc” ci sono buone possibilita’ che Puigdemont venga consegnato alla giustizia spagnola verso la meta’ di maggio, dato che la risposta della Germania agli Oede e’ positiva nell’88 per cento dei casi. L’ex presidente comparira’ oggi davanti al Tribunale amministrativo di Schleswig-Holstein, che valutera’ la richiesta di estradizione da parte della Spagna. Il giudice avra’ 48 ore per decidere se rilasciare Puigdemont con misure cautelari, come avvenuto in Belgio lo scorso novembre, o metterlo sotto custodia in attesa che si decida sull’ordine europeo di detenzione.