‘SI’ A LISTE CIVICHE CENTRISTE MA CENTRO DESTRA NON E’ IL COLOSSEO’
“Spero che finite le vacanze Matteo Renzi abbia uno scatto da leader. Chi si assumesse la responsabilita’ di andare a votare con questa legge elettorale, rischia di essere il protagonista di una delle peggiori crisi che l’Italia abbia mai avuto: impossibilita’ di far nascere un governo, fibrillazione dei mercati, perdita di credibilita’ internazionale”. Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una lunga intervista al Giornale in cui ribadisce l’appoggio a un sistema tedesco adattato alla situazione italiana. L’ex premier auspica “il formarsi di liste civiche di centro con cui allearsi a livello nazionale. Ma una coalizione e’ anche un vincolo di serieta’ nei confronti del nostro popolo, non un Colosseo senza porte dove entra ed esce anche chi ha sostenuto i governi di questi anni”, sottolinea.
“Il profumo della vittoria lo sento, ma soprattutto sento la sofferenza degli italiani, insicuri a casa loro, vessati dalle tasse, sfiduciati dalla politica e dall’antipolitica. E sento una grande responsabilita’. Sempre piu’ italiani chiedono a me, a Forza Italia, al centrodestra, di cambiare radicalmente le cose che non vanno nel nostro Paese. Di porre fine all’oppressione fiscale, all’oppressione burocratica, all’oppressione giudiziaria. Per fare questo non bastano riforme, occorre una vera e propria rivoluzione liberale, ovviamente incruenta, ma non per questo meno radicale. Noi siamo moderati nel linguaggio e nei metodi, ma le nostre idee sono per un cambiamento profondo, radicale, nel modo di governare l’Italia, ma anche nei volti ai quali affidare questo compito”. Cosi’ il presidente di Fi, Silvio Berlusconi, in un’intervista a Il Giornale. “Sto lavorando per rinnovare radicalmente la nostra squadra parlamentare e di governo. Meritocrazia per chi ha ben lavorato in questi anni e rinnovamento. Da tempo – spiega – ho proposto ai nostri alleati, che si sono detti d’accordo, che il prossimo governo sia costituito per la maggioranza, per esempio 12 ministri su 20, da persone che non vengono dalla politica”. Per Berlusconi “la mia sfida non e’ battere Renzi o Grillo, e’ restituire alla maggioranza naturale degli italiani la fiducia nella possibilita’ di cambiare radicalmente le cose nel nostro Paese. Un Paese dove la meta’ degli elettori non vota non e’ una vera democrazia”.
Il leader di Fi si dice certo che Grillo non avra’ successo alle prossime politiche “perche’ gli italiani votano con testa e con le tasche come e’ giusto che sia. Grillo al governo significherebbe tasse ancora piu’ alte sulla casa, una imposta patrimoniale immediata, tasse di successione a livelli stratosferici, addirittura al 45 o al 50%. Insomma, una decrescita infelice e angosciante”. Quanto alla leadership del centrodestra, dopo il confronto con Salvini, dice: “Nelle grandi democrazie funziona cosi’: quando governa una coalizione normalmente e’ il partito piu’ forte di quell’alleanza a esprimere il premier. Il centrodestra tutto unito dopo le elezioni proporra’ quindi al capo dello Stato il nome indicato dalla forza politica che avra’ il maggior consenso. Invece di inutili primarie, viziate da brogli ed episodi di malcostume, questo mi sembra un metodo assolutamente democratico: scelgono i cittadini, con il voto”. Infine, sulla legge elettorale Berlusconi ribadisce che “quello che mi interessa e’ che si riparta dall’unico metodo sul quale si era trovato un largo consenso: il sistema tedesco adattato alla situazione italiana. Se a maggio, prima delle amministrative, i quattro maggiori partiti si erano trovati d’accordo su questa formula, fino a votarla insieme in commissione alla Camera, non vedo una ragione per la quale a settembre dovrebbero avere un’idea diversa. Per quanto ci riguarda, il sistema votato a maggio alla Camera costituisce cosi’ com’e’ un buon punto di equilibrio. Se altri hanno buone idee per migliorarlo senza stravolgerlo, tanto meglio”.
“Chi si assumesse la responsabilità di andare a votare con questa legge elettorale rischia di essere il protagonista di una delle peggiori crisi che l’Italia abbia mai avuto: impossibilità di far nascere un governo, fibrillazione dei mercati, perdita di credibilità internazionale”, afferma il leader di Forza Italia, osservando che sulla legge elettorale, da parte del Pd e di Matteo Renzi, “al momento non vedo alcuna iniziativa politica concreta. Finite le vacanze spero che abbia uno scatto da leader”. “Si tratta di dare una risposta al Paese su un tema cruciale, su cui il capo dello Stato con grande equilibrio ha più volte richiamato l’attenzione – spiega -. Ed è la possibilità per il paese di avere un governo che governi con maggioranze stabili e sia davvero rappresentativo dei cittadini”.