L’attuale sistema contrattuale su due livelli “non funziona” e andrebbe sostituito con un “salario minimo orario legale che valga per tutti”. Lo ha detto il presidente dell’Inps Tito Boeri aggiungendo che “e’ paradossale che questo tema sia stato depennato”. Naturalmente questo non impedisce di fissare “un livello piu’ alto” dei salari “con la contrattazione” ove la produttivita’ e’ piu’ alta.
Secondo Boeri la riforma del sistema contrattuale e’ ancora piu’ importante oggi dopo la riforma del regime della protezione dell’impiego(il Jobs act, ndr) che ha introdotto il contratto a tutele crescenti. “Aumentano le assunzioni – spiega nel corso di un convegno all’Arel per la presentazione del volume “Salari, produttivita’ disuguaglianze” – ma aumentano anche le separazioni. E’ ancora piu’ importante la riforma dei contratti perche’ spinge il lavoro nelle aree dove ci sono prospettive”. Boeri ha ricordato un dato dell’Ocse secondo il quale l’Italia ha il record del mismatching (l’abbinamento sbagliato tra lavoratori e posti di lavoro) tra i paesi piu’ sviluppati. L’introduzione del salario minimo legale permetterebbe di tutelare i minimi salariali e di far crescere le retribuzioni li’ dove la produttivita’ e’ piu’ alta. “Se l’occupazione e’ cosi’ bassa – avverte – e’ colpa anche di assetti contrattuali sbagliati. Il nostro sistema a due livelli non funziona. Non basta ridurre il numero dei contratti nazionali – ha concluso – il salariominimo deve valere per tutti, non solo per chi non e’ tutelato dai contratti”.