Tutto ‘congelato’ in attesa che venga sciolta la riserva sul ‘nodo Trentino’. Intanto, crescono i numeri a sostegno del Tedeschellum, o almeno della necessita’ di ripartire dal vecchio testo base. Dopo il via libera di Mdp, Sinistra italiana e Ap – contrari invece ad inizio estate – anche i 5 Stelle, viene riferito sia dal presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Andrea Mazziotti, sia da Forza Italia che Mdp, hanno leggermente ammorbidito la linea, aprendo uno spiraglio sulla ripresa del confronto ripartendo dal proporzionale alla tedesca, pur ribadendo la condizione che si approvi prima la legge che abolisce i vitalizi, all’esame del Senato, e pur ammettendo la mancanza di fiducia sulla effettiva tenuta di un eventuale nuovo accordo senza che si vada a stravolgere il tedesco, ad esempio con il premio di maggioranza alla coalizione.
Quanto al Pd, il capogruppo in commissione e relatore sulla legge elettorale, Emanuele Fiano, si e’ limitato a dire: “Attendiamo che la presidente Boldrini ci dica come procedere” sulle nuove norme elettorali in Trentino, modificate dal voto segreto a giugno, che decreto’ la fine del patto tra dem, pentastellati, azzurri e Lega. In sostanza, finche’ non verra’ sciolta la riserva sulla questione del Trentino, da trasformare ion una norma transitoria che entrerebbe in vigore solo dalle elezioni successive a quelle del 2018, il Pd non ha intenzione di compiere alcun passo viste le minacce lanciate da Svp di voler uscire dalla maggioranza, proprio in vista dei delicati voti su Nota di aggiornamento al Def e legge di Bilancio. (AGI) Ser (Segue) 141604 SET 17 NNNN