‘Il referendum e’ stato chiesto da milioni di cittadini, e’ un momento di confronto. Non e’ che per evitare il referendum bisogna fare elezioni prima del dovuto. Non puo’ essere questo il criterio. Sarebbe inopportuno che fosse questo’. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini a proposito dello scenario secondo cui si andrebbe alle elezioni anticipate con l’obiettivo di far slittare il referendum sul Jobs Act.
“Sarebbe inopportuno se si pensasse di anticipare le elezioni per il referendum, non può essere questo il criterio”. La presidente della Camera Laura Boldrini prende una posizione netta nel dibattito instauratosi ieri sul possibile referendum sul JOBS ACT, sul quale la Consulta si esprimerà l’11 gennaio, e risponde al ministro del Lavoro Giuliano Poletti: “La Cgil ha raccolto moltissime firme e aspettiamo la decisione della Consulta, ma nel caso dovremo considerare il referendum un momento di confronto”. E nel merito aggiunge: “Credo che in effetti sul discorso dei voucher bisognerebbe ritornarci sopra, perché hanno creato più precarietà”. La presidente della Camera, nella cerimonia di saluto di fine anno alla stampa parlamentare, ha parlato anche della necessità di mettere mano alle legge elettorale, prima di tornare al voto: “E’ giusto dare peso alla rappresentanza, ma poi c’è bisogno anche di governabilità: è necessario trovare un terreno comune che non crei uno squilibrio tra queste due cose. Aspettiamo la sentenza della Corte Costituzionale ma ci sono già molte proposte e penso che il Parlamento possa già iniziare a lavorare”.
Ma il nuovo governo non deve fare solo la legge elettorale, secondo la Boldrini: “Tra i compiti del nuovo governo c’è sicuramente la legge elettorale, ma è giusto che sia il Parlamento ad elaborarla. Le questioni istituzionali non possono essere l’unico mandato di questo governo, ci sono anche le questioni sociali: spero che il governo le metta al primo posto in agenda”. Un passaggio sull’antipolitica (“Io non ho mai fatto vita partitica, ma ho visitato molti Paesi e non ho mai vista una democrazia senza partiti. E’ da lì che dobbiamo ripartire: certo devono ripulirsi al loro interno, e certo si può fare politica anche fuori dai partiti, ma questi devono essere in grado di aggregare i giovani. Forse va ripensato il loro ruolo”) e poi la BOLDRINI tiene accessi i riflettori “spegnendoli” sulla crisi di Aleppo. “Ad Aleppo c’è una situazione disastrosa dal punto di vista umanitaria, e sento il dovere di fare qualcosa: abbiamo deciso di spegnere la facciata di Montecitorio stasera in segno di vicinanza ai bambini, alle donne e ai pochi uomini che sono rimasti ad Aleppo”.