ATTACCO AI SINDACI SUL DECRETO SICUREZZA, ‘NON LO CAMBIO’
Resta il braccio di ferro nel governo sulla Tav. Salvini punta sul referendum, che ormai Di Maio non esclude. ‘Con M5s stiamo governando insieme. Se su qualche punto non si trova l’accordo la via del popolo e’ la via sovrana, la scelta la faranno gli italiani’, dice il leader della Lega, aggiungendo che in Italia ‘servono piu’ energia e trasporti’. Quanto ai sindaci che domani saranno ricevuti da Conte sul decreto sicurezza, il ministro va all’attacco: ‘Se qualcuno fatica a capire, lo aiuteremo: quel testo non si cambia di mezza virgola’.
“Se i cittadini chiederanno il referendum sulla Tav ben venga, ma la posizione del Movimento Cinquestelle e’ chiara. Il contratto dice che l’opera va ridiscussa”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Cagliari, ultima tappa del suo tour in Sardegna, confermando che la decisione ultima sara’ presa prima delle elezioni europee di quest’anno. “Per il mandato che ho avuto dal 4 marzo, dal 33% degli elettori, penso che non si debbano spendere miliardi per opere che non stanno in piedi economicamente ma si debbano spender in in trasporti pubblici locali e in opere che servono come l’alta velocita’ in zone che non hanno l’alta velocita’”. “Non credo debba meravigliare che la Lega scenda in piazza per il Si’: l’abbiamo sempre saputo. Ma quando abbiamo scritto il contratto di governo con Salvini ci siamo detti che andava bene ridiscutere integralmente l’opera e l’abbiamo sottoposta ad un’analisi costi benefici preliminare, da parte dei tecnici che ci diranno se quell’opera sta in piedi oppure no”.
Un referendum sulla Tav? “Se lo chiedono i cittadini, si’. Noi siamo da sempre favorevoli alla partecipazione popolare, i grillini idem, anzi la democrazia diretta e’ una delle loro battaglie, e nel contratto di governo c’e’ il referendum propositivo. Quindi chiedere agli italiani cosa ne pensano sarebbe un’ottima soluzione”. Cosi’ il vicepremier Matteo Salvini, in un’intervista su La Stampa. Nel caso, spiega, “il referendum dovrebbe essere nazionale” e “non ho cambiato idea. Voterei si’”. “Il Movimento e’ sempre stato contrario alla Tav, esattamente come la Lega e’ sempre stata ed e’ favorevole”, dice riconoscendo coerenza all’alleato. Le incertezze sulla Tav non vi faranno perdere consensi al Nord? “No. Credo che il giudizio sull’operato del governo e della Lega sia positivo. I sondaggi dicono che in certe aree del Nord siamo al 50%. Abbiamo fatto molto, e la gente lo percepisce – afferma -. Per quel che riguarda la Tav, discutiamone con i dati sotto mano. Io aspetto l’analisi costi-benefici”, “non mi interessa il parere degli esperti, mi interessano i numeri, le cifre nude”. E, a suo avviso, le cifre diranno “che e’ meno costoso completare la Tav che bloccarla. Poi e’ chiaro che da quando l’opera fu abbozzata molto e’ cambiato. Ho incontrato i promotori della manifestazione di Torino e sono consapevoli che il progetto vada rivisto. Credo che si debbano tagliare i costi, non l’opera”. Si augura, dunque, una soluzione di compromesso: “In medio stat virtus. Del resto, anche sul tunnel del Brennero Toninelli ha trovato un compromesso”.