L’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stato condannato a 27 anni e tre mesi di reclusione per tentato colpo di Stato. La sentenza è stata emessa dalla prima sezione della Corte suprema, che ha riconosciuto l’ex leader di estrema destra colpevole di aver guidato una “organizzazione criminale armata” volta a ribaltare il risultato delle elezioni del 2022 e a mantenere il potere con la forza.
Secondo l’accusa, il complotto golpista avrebbe previsto anche l’assassinio del presidente in carica, Luiz Inácio Lula da Silva, del suo vicepresidente e del giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, che ha supervisionato il processo. Nonostante l’ex presidente, 70 anni, fosse agli arresti domiciliari a Brasilia, non ha presenziato alle udienze per motivi di salute.
La condanna di Bolsonaro, già ineleggibile fino al 2030, ha scatenato reazioni a catena a livello internazionale. I figli dell’ex presidente hanno denunciato una “persecuzione suprema”, chiedendo una “amnistia senza restrizioni”.
Dagli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha definito la sentenza “molto sorprendente” e ha tracciato un parallelo con la sua situazione legale, affermando: “È quello che hanno cercato di fare con me”. L’inquilino della Casa Bianca ha definito Bolsonaro “un brav’uomo” e ha più volte parlato di “caccia alle streghe” contro il suo alleato politico. In un segno delle crescenti tensioni, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni finanziarie al giudice Alexandre de Moraes e revocato i visti a diversi giudici della Corte Suprema brasiliana, oltre ad aver applicato una sovrattassa del 50% su alcune esportazioni brasiliane.
In Brasile, la condanna ha ulteriormente acuito la profonda polarizzazione dell’opinione pubblica. Mentre la sinistra ha esultato per il verdetto, l’opposizione ha denunciato presunte irregolarità nel processo. Gli avvocati di Bolsonaro potranno ancora presentare ricorso, ma una volta esaurite le vie legali, la sentenza diventerà definitiva. La condanna dell’ex presidente ha aperto una crisi senza precedenti tra la principale potenza latinoamericana e gli Stati Uniti, segnando un momento cruciale per il futuro politico e giudiziario del paese.