Un camion e’ piombato sulla folla in una delle principali strade commerciali di Stoccolma. Il bilancio provvisorio e’ di quattro morti e otto feriti. Il primo ministro svedese Stefan Lofven ha detto che tutto fa pensare a ‘un attacco terroristico’. La Polizia ha arrestato un uomo che avrebbe rivendicato l’attacco: ‘Sono stato io’. Arrestata anche un’altra persona. Ma la caccia continua. Chiuso il Parlamento, evacuata la stazione centrale. Il camion, della Spendrups, e’ stato rubato poco prima dell’attentato.
La ‘Spendrups’ e’ una popolare marca di birra svedese e il mezzo e’ stato rubato durante il giro di consegne. I responsabili dell’azienda hanno avuto un contatto con l’autista legittimo del mezzo che ‘stava scaricando della merce quando qualcuno e’ saltato dentro il camion ed e’ scappato’. Condanna dell’Italia: Alfano, ‘attentato terribile’.
“La Svezia e’ stata attaccata” ha denunciato il primo ministro Stefan Lofven commentando l’irruzione del camion nel centro di Stoccolma che ha causato almeno quattro morti e otto feriti. Secondo il premier “tutto indica che si e’ trattato di un attentato”. L’attentato e’ avvenuto poco prima delle 15 in prossimita’ di un centro commerciale, all’incrocio di una grande arteria, Klarabergsgatan, e della via pedonale molto frequentata nella capitale, Drottningsgatan.
“Esprimo la più ferma condanna e il cordoglio e la vicinanza dell’Italia allo Stato e al popolo svedese per il terribile attentato avvenuto poche ore fa a Stoccolma“: lo ha dichiarato Angelino Alfano, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. “Alle famiglie delle vittime calorosa solidarietà e a tutti i feriti il nostro augurio di pronta guarigione. Dopo gli attacchi compiuti nelle ultime settimane a Londra e a San Pietroburgo, si tratta di un ennesimo, drammatico attacco alle nostre città, al nostro modo di vivere e ai nostri valori più profondi”, ha commentato Alfano. “L’Italia, anche come Presidente di turno del G7 e membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, continuerà ad impegnarsi attivamente nella lotta contro il terrorismo a favore della pace e sicurezza internazionale”, ha concluso il ministro degli Esteri.
Come la ‘via del Corso’ di Roma: negozi, centri commerciali, grandi locali monomarca ma soprattutto la strada del passeggio e della spensieratezza di Stoccolma. Drottninggatan, colpita dall’attentato terroristico di oggi pomeriggio, è il corso pedonale più famoso della città e collega il ponte Riksbron di Norrstrom, nel distretto di Norrmalm e il parco di Observatorielunden, nel distretto di Vasastaden. Negozi turistici, botteghe artigiane, boutique e grandi magazzini costeggiano la strada. All’incrocio tra Drottninggatan, che vuol dire ‘via della regina’ e Hamngatan si trova il grande magazzino di Ahléns.Gli abitanti di Stoccolma la vivono sia d’inverno che d’estate, e nei mesi più freddi non badano al gelo. Famiglie, ragazzi e soprattutto turisti si riversano su Drottninggatan prima di infilarsi nelle tipiche vie del centro storico.
La stessa area è stata teatro nel dicembre del 2010 di quello che è stato considerato il primo attacco suicida nei paesi scandinavi. Due esplosioni avvennero intorno a Drottninggatan. La prima fu un veicolo bianco saltato in aria nella via Olof Palme, l’ex premier ucciso in un attentato nel 1986. La seconda all’interno di un negozio in Bryggargatan. Poteva essere una strage ma morì solo il kamikaze. Indossava una cintura esplosiva e portava uno zaino con una bomba, aveva con se anche una specie di pentola a pressione e vicino al suo corpo è stata trovata una borsa piena di chiodi rimasta intera.Dieci minuti prima delle due esplosioni, un’agenzia stampa svedese e i servizi di sicurezza ricevettero una mail inviata dal cellulare stesso del terrorista che annunciava delle “azioni” contro la guerra all’Islam portata avanti dalla Svezia, in particolare in Afghanistan. C’era anche una ‘dedica’ per Lars Vilks, autore delle vignette su Maometto.L’attentatore venne indentificato come Taymour Abdel Wahab: iracheno, emigrato da Baghdad nel ’92 in Svezia e poi andato in Gran Bretagna per motivi di studio nel 2001.
