A Roma non vi sarà alcuna ordinanza per il divieto del cosiddetto spray al peperoncino. Fonti vicine alla Sindaca Virginia Raggi attestano che la prima cittadina “non intende vietare uno strumento che le donne utilizzano per difendersi e che ha consentito a tante ragazze di salvarsi”. Per Raggi bisogna piuttosto “punire severamente chi ne fa un uso distorto e criminale”.
“Gli spray al peperoncino? Sono assolutamente d’accordo a non vietarli, sono strumenti di difesa per le donne e non bisogna cadere nella strumentalizzazione politica”. Corrado Canafoglia, legale del Comitato Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra, dove l’8 dicembre scorso sono morti cinque ragazzi e una mamma, si dice d’accordo con la sindaca di Roma Virginia Raggi che ha deciso di non vietare le bombolette urticanti la notte di Capodanno. “E’ come se qualcuno mettesse volontariamente sotto una persona con la macchina e vietassimo tutte le macchine – spiega all’Adnkronos l’avvocato – Dobbiamo concentrarci sul vero problema che, per quanto riguarda quanto accaduto a Corinaldo, è l’organizzazione dell’evento e non il peperoncino“.
“Quella dello spray al peperoncino è solo una delle ipotesi che sono state formulate” per la tragedia alla Lanterna Azzurra, aggiunge il legale, “ma per le modalità sembra singolare che una sola bomboletta possa aver raggiunto l’intera discoteca”. “Il problema – prosegue Canafoglia – non è la bomboletta ma l’utilizzo che se ne fa. L’importante è che non si cada nella strumentalizzazione politica ma che si vada al nocciolo della questione: l’organizzazione dell’evento e le autorizzazioni date”. Per quanto riguarda lo spray al peperoncino, spiega Canafoglia, “è un mezzo di difesa contro le aggressioni alle donne, il che significa che utilizzarlo in quell’ottica lì ha un senso. Ogni altra cosa è strumentalizzazione politica”.
Niente botti ma via libera ai fuochi d’artificio che “valorizzano i giochi di luce”; e niente bottiglie di vetro, niente spray al peperoncino, metal detector e ingressi a numero chiuso. Il Viminale e i sindaci di mezza Italia mettono a punto le misure per gli eventi previsti per l’ultimo dell’anno e blindano le piazze con provvedimenti che si muovono tutti nella stessa direzione. Fa eccezione il sindaco di Roma Virginia Raggi che sceglie invece di non porre divieti per lo spray al peperoncino: “e’ uno strumento che ha consentito a tante ragazze di salvarsi”. Al di la’ delle scelte dei primi cittadini e delle differenze tra citta’ a seconda dei contesti dove si svolgeranno concerti ed eventi, dietro ai provvedimenti c’e’ una sola motivazione: garantire il massimo della sicurezza possibile nell’epoca del terrorismo internazionale, che tutto e’ meno che sconfitto come dimostra l’attentato dell’11 dicembre al mercatino di Natale di Strasburgo. Ed evitare che un ‘botto’ troppo forte o una bottiglia di vetro lanciata tra la folla possa provocare nuovamente quello che e’ accaduto in piazza San Carlo a Torino in occasione della finale di Champions League. Si tratta dunque di mettere in piedi un sistema che integri misure di ‘safety’, di competenza delle amministrazioni, e di ‘security’, che spettano invece al questore, in modo che ognuno dia il proprio contributo per evitare che una festa si trasformi in un incubo. E se molte citta’ hanno gia’ predisposto nei giorni scorsi le ordinanze con i divieti – lo ha fatto ad esempio Dario Nardella a Firenze, Chiara Appendino a Torino e Virginio Merola a Bologna, e lo ha fatto il prefetto di Milano fissando a 20mila il numero massimo di persone che potranno accedere in piazza Duomo – e’ partita oggi dal Viminale una circolare a tutti i prefetti proprio per fornire le linee guida sull’utilizzo dei botti. La richiesta che arriva dal capo di gabinetto di Salvini, Matteo Piantedosi, e’ di mettere in campo una forte opera di “sensibilizzazione” invitando i cittadini a preferire ai botti prodotti “meno invasivi e pericolosi”. E, soprattutto, di “non utilizzare i botti nei luoghi di aggregazione e in tutte quelle aree considerate a rischio di propagazione incendi, nei pressi di ospedali, scuole, luoghi di culto, nelle vicinanze di monumenti e aree di valenza storica, archeologica, architettonica, naturalistica o ambientale”. “Auguro a tutti gli italiani feste serene e felici. Ma soprattutto – dice Matteo Salvini – raccomando attenzione e senso di responsabilita’. Per tutelare l’incolumita’ delle persone e degli amici animali, confido che ci sia un utilizzo intelligence di petardi e fuochi d’artificio in genere. Non roviniamoci i momenti di festa”. Nella circolare non c’e’ invece alcun riferimento all’uso dello spray al peperoncino e con ogni probabilita’ dal Viminale non arrivera’ alcuna indicazione. Il perche’ sta nel fatto che Salvini, su questo fronte, la pensa come Virginia Raggi. “Il problema non e’ lo strumento – ha detto due giorni fa al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Firenze – il problema e’ l’uso che se ne fa, perche’ lo spray al peperoncino, che ha salvato tante donne da aggressioni stupri e rapine, usato male puo’ essere pericoloso. Se uno va in piazza con lo spray e’ un cretino che prima va curato e poi va portato per due giorni al fresco, cosi’ gli passa la voglia”.