PUIGDEMONT NON CONVOCA ELEZIONI ANTICIPATE
Stamani il Parlamento catalano potrebbe votare la dichiarazione d’indipendenza della Catalogna dalla Spagna. A Madrid il Senato spagnolo si appresta invece ad attivare l’art. 155 della Costituzione contro Barcellona. Ieri il presidente catalano Puigdemont ha deciso di non convocare elezioni anticipare, perche’ “mancano le garanzie”.
La commissione ad hoc del Senato spagnolo ha dato via libera nella serata di ieri all’attivazione dell’art.155 contro la Catalogna chiesta dal governo di Madrid. La proposta passa questa mattina alla plenaria. Il Partido Popular del premier Mariano Rajoy ha la maggioranza assoluta nel Senato. In commissione il ‘si’ e’ passato con 22 voti a favore (15 commissari Pp e 7 Psoe) e 5 voti contrari, quelli dei partiti nazionalisti catalani e baschi e di Podemos.
E’ stata sospesa ed aggiornata alle 12 di oggi la riunione plenaria del Parlament, l’assemblea della regione autonoma catalana. Lo riferisce il quotidiano di Barcellona La Vanguardia. Oggi si voteranno le proposte di risoluzione su come rispondere al ricorso dell’art. 155 della Costituzione spagnola da parte del governo del premier Mariano Rajoy. Art. 155 che di fatto sopendera’ l’autonomia.
Una dichiarazione attesa e arrivata al termine di una giornata convulsa in cui i media spagnoli avevano dato per certo l’annuncio della convocazioni di elezioni regionali per evitare che il governo spagnolo decida di commissariare la Catalogna. Il presidente catalano Carles Puigdemont ha escluso di voler indire elezioni, per mancanza di garanzie sul fatto che Madrid in tal caso eviterebbe il commissariamento previsto dall’articolo 155 della Costituzione spagnola. Puigdemont ha rimesso al Parlament, il parlamento di Barcellona, la decisione se dichiarare o meno l’indipendenza sulla base del referendum del primo ottobre, dichiarato illegale da Madrid. “Sapete che sarei stato disposto a convocare elezioni, sempre che si dessero delle garanzie, che permettessero la loro celebrazione in condizioni di assoluta normalità. Non c’è nessun a garanzia del genere per giustificare oggi la convocazione di elezioni al Parlament”. “Spetta al Parlament procedere sulla base di ciò che determini la maggioranza parlamentare, rispetto alle conseguenze dell’applicazione contro la Catalogna dell’articolo 155”.
Il governo spagnolo risponde al governatore catalano Carles Puigdemont, affermando che non debba chiedere nessuna garanzia per convocare elezioni anticipate. “Nessuno deve dare una garanzia”, hanno detto fonti del governo di Madrid, precisando che questo deve solo dare spiegazioni sull’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione al Senato, la cui plenaria domani mattina si prevede approverà le misure in merito. Hanno anche ribadito che le misure dell’articolo 155 non potranno entrare in vigore sino a quando il Senato non le avrà approvate e che l’unico accordo possibile è che Puigdemont torni chiaramente alla legalità. Inoltre, hanno sottolineato che non ci sarebbe comunque uno stop all’articolo 155 nel caso Puigdemont convocasse soltanto il voto anticipato. Tuttavia, precisano che, sino a quando il Senato non avrà votato nella sua sessione plenaria, rimane la possibilità di introdurre modifiche in base all’evoluzione dei fatti.
Il principale partito di opposizione in Catalogna ha rivolto un appello al presidente catalano Carles Puigdemont affinché convochi delle elezioni come gesto di distensione verso Madrid, così da evitare il commissariamento della regione. “Lei fa ancora in tempo a tornare alla legalità e a convocare le elezioni”, ha dichiarato Inès Arrimadas, che dirige il partito di centrodestra Ciudadanos in Catalogna, nel corso della seduta del parlamento di Barcellona. “Persino il processo di Kafka è meno kafkiano del processo verso l’indipendenza di Puigdemont”. Il capo del partito socialista catalano, Miquel Iceta, l’ha invece pregato di convocare le elezioni, così come la formazione della sinistra radicale Catalunya Si que es pot.