Rotta su Parigi. Dopo lo sgombero della Giungla di Calais, esplode il numero di migranti nelle tendopoli nella zona nord della capitale. Secondo il responsabile dell’ufficio di accoglienza e accompagnamento dei migranti si e’ passati da 2 a 3.000 persone in due giorni negli accampamenti selvaggi di avenue des Flandres, Jaure’s e Stalingrad, non lontano da Montmartre e dalla Gare du Nord.
Tra i 2.000 e 3.000 migranti sono fuggiti dalla ‘Giungla’ di Calais per sistemarsi altrove nella regione del nord della Francia oppure a Parigi: e’ quanto hanno riferito oggi diverse Ong, tra cui il Secours Catholique, l’Auberge des Migrants e Me’de’cins du Monde. Secondo loro, numerosi rifugiati e richiedenti asilo hanno lasciato la bidonville ancora prima che iniziassero le operazioni di sgombero, lunedi’ scorso. Molti hanno rifiutato di salire a bordo dei pullman messi a disposizione dello Stato per trasferirli nei centri di accoglienza e orientamento (Cao) distribuiti in diverse localita’ del Paese e sono ‘fuggiti’ altrove. Il “numero totale” di questi rifugiati “oscilla tra 2.000 e 3.000 persone”, precisano le Ong. “Il dispositivo dello Stato risponde a una parte delle necessita’ dei migranti, ma non a quelli che vogliono passare in Inghilterra, a cui e’ stato rifiutato il diritto d’asilo, o le cui impronte digitali sono state registrate in un altro Paese”, ha commentato oggi il vicepresidente dell’Auberge des Migrants, aggiungendo che le persone che sono fuggite dalla ‘Giungla’ “finiranno per ritornare” nella zona.
Dopo lo sgombero della Giungla di Calais, nel nord della Francia, esplode il numero di migranti presenti nelle tendopoli nella zona nord della capitale. Secondo Heloise Mary, responsabile dell’ufficio di accoglienza e accompagnamento dei migranti citata da BFM-TV, con la chiusura di Calais si e’ passati da “2.000 a 3.000 persone in due giorni” negli accampamenti selvaggi di avenue des Flandres, Jaure’s e Stalingrad, non lontano da Montmartre e dalla Gare du Nord.