L’Italia ha rispettato le regole di bilancio, ma stia attenta alle riforme e non corra alle elezioni. Via libera di Bruxelles alla manovra bis, ma per il 2018 servira’ uno sforzo di bilancio sostanzioso, e sarebbe meglio – scrive la Commissione nelle sue raccomandazioni – reintrodurre l’IMU per redditi alti. La tassa sulla casa registra pero’ lo stop del ministro dell’Economia Padoan. ‘Riconosciuti i nostri sforzi’, dice il Mef. L’Istat intanto rivede al rialzo le stime sul Pil 2017 a +1%. Gentiloni firma i decreti per l’anticipo delle pensioni. Ape social, le domande entro il 15 luglio. Balzo dell’euro dopo che la Merkel respinge le critiche al surplus commerciale tedesco sostenendo che l’euro e’ troppo debole a causa della politica della Bce. –
L’Italia dovrà “perseguire la propria politica di bilancio in linea con i requisiti del braccio preventivo del patto di stabilità”, cosa che “si traduce in uno sforzo sostanzioso per il 2018”. Lo scrive la Commissione Europea, nelle raccomandazioni specifiche per Paese relative all’Italia.
La Commissione europea ha chiesto all’Italia di “spostare il carico fiscale dai fattori di produzione a misure meno dannose per la crescita prendendo decisioni per ridurre il numero e la copertura delle detrazione e delle deduzioni, riformando il sistema catastale e reintroducendo la tassa sulla prima casa per le famiglie ad alto reddito”. Ma e’ un suggerimento che il ministro dell’economia Pier Carlo Padoanrespinge, perche’ “non e’ una buona idea” cambiare una tassa modificata “da pochi mesi”.
La Commissione europea ha deciso di non proseguire la procedura per squilibri macro-economici eccessivi nei confronti dell’Italia. “Tenendo conto di tutte le informazioni disponibili, la Commissione ha concluso che attualmente non ci sono ragioni analitiche per rafforzare la procedura i squilibri macro-economici eccessivi” a condizione che l’Italia “attui rapidamente e integralmente le riforme” contenute nelle raccomandazioni specifiche per paese, si legge nel pacchetto economico di primavera adottato dall’esecutivo comunitario. A febbraio, la Commissione aveva minacciato di rafforzare la procedura contro Italia, Cipro e Portogallo. “La Commissione continuera’ a monitorare questi tre paesi (…) in particolare attraverso il monitoraggio specifico”, si legge nel testo.
Ma per il 2018 l’Italia dovra’ fare uno “sforzo di bilancio sostanzioso”, e le politiche dovranno sia “rafforzare la ripresa” che assicurare la sostenibilita’ dei conti”: lo scrive la Commissione Ue nelle raccomandazioni. Per questo chiede di “spostare il carico fiscale dai fattori produttivi a tasse meno dannose per la crescita, reintrodurre la tassa sulla prima casa per i redditi elevati, riformare il catasto”.
Il debito sopra il 130% del Pil, che sottrae risorse alla crescita, l’inefficienza della burocrazia e dalla Pubblica amministrazione e la corruzione, ostacoli per l’attivita’ economica, l’elevato livello di crediti inesigibili nei bilanci bancari, che diminuiscono la capacita’ di finanziare l’economia, la poverta’, la scarsa partecipazione femminile al mondo del lavoro. Sono le principali criticita’ che la Commissione europea individua come freni per la ripresa dell’economia in Italia, e su cui invita il governo a fare ulteriori sforzi di riforme nelle raccomandazioni specifiche per paese pubblicate oggi.
Le raccomandazioni specifiche per paese relative all’Italia, pubblicate oggi a Bruxelles dalla Commissione europea, riguardano 11 aree di politica economica, in cui sono richiesti ulteriori sforzi da parte del governo. L’Esecutivo Ue non ha ritenuto di dover passare alla fase successiva nella procedura per squilibri macroeconomici eccessivi, “a condizione che vi sia una rapida e piena attuazione delle riforme indicate nelle raccomandazioni”. La Commissione, che a febbraio aveva annunciato una verifica dei progressi fatti dall’Italia e da altri due paesi (Cipro e Portogallo)in procedura per squilibri macroeconomici eccessivi, ha riscontrato che gli impegni presi nei Piani nazionali di riforme in tutti e tre i casi “appaiono sufficientemente ambiziosi”, tuttavia, aggiunge, “l’assenza di dettagli sul calendario di adozione e di attuazione ne limita la credibilità”. Le aree di politica economica indicate nella raccomandazioni specifiche per l’Italia in cui è necessario attuare le riforme riguardano la governance e la politica di bilancio, la riduzione del carico fiscale sul lavoro, l’ampliamento della base fiscale, la lotta all’evasione fiscale, i servizi finanziari, una politica attiva del mercato del lavoro, incentivi al lavoro, all’occupazione e alla partecipazione al mercato del lavoro, i salari e gli accordi salariali, la riduzione della povertà e l’inclusione sociale, la concorrenza e il quadro regolatorio, il quadro di regole relativo all’insolvenza, la Pubblica Amministrazione, la giustizia civile.
“Le iniziative politiche prese finora non hanno ancora portato a una significativa riduzione dei crediti in sofferenza”. Così la Commissione Ue nelle raccomandazioni all’Italia, ricordando che l’alto livello di crediti deteriorati nelle banche italiane “restano un ostacolo alla profittabilità delle banche” e che questo “pesa sull’offerta di credito”. Bruxelles, si legge nel capitolo dedicato all’Italia, seguirà quindi l’attuazione della riforma della governance delle maggiori banche popolari e delle piccole banche cooperative”, perché “il quadro di applicazione” delle misure già in campo “continua a non sostenere in modo sufficiente il rapido smaltimento dei crediti deteriorati e la ristrutturazione”. Bruxelles chiede ulteriori misure per “superare le inefficienze esistenti e contribuire allo sviluppo di un mercato secondario per i crediti in sofferenza”.
L’Italia, con la manovra sui conti pubblici raccomandata dall’Ue, ha per ora evitato di incappare in una procedura per deficit eccessivo in base alla regole dal debito. Ma nel documento sulle raccomandazioni specifiche per Paese, relativo alla Penisola, pubblicato oggi dalla commissione europea nel pacchetto di primavera, l’esecutivo comunitario avverte che la questione verrà riesaminata in autunno. “La Commissione – si legge – riesaminerà l’adempienza dell’Italia con il criterio del debito nell’autunno del 2017, sulla base dei dati notificati per il 2016 e delle previsioni dell’Ue di autunno 2017, che incorporeranno nuove informazioni sull’attuazione delle misure di bilancio nel 2017 e i piani attuali per il bilancio 2018”. Il nuovo esame autunnale è stato pio confermato dal commissario Agli Affari economici, Pierre Moscovici, durante la conferenza stampa di presenatzione sul pacchetto.
“Mi sembra che emerga un quadro positivo – ha spiegato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, arrivando all’Eurogruppo. “Le riforme si continuano a fare. Bisogna implementarle e bisogna farne di altre ovviamente. Siamo assolutamente d’accordo: la crescita ancora non ci soddisfa ma migliora. Poi, soprattutto, bisogna tenere la politica di bilancio in una strada stretta tra consolidamento e sostegno alla crescita. Questo – ha aggiunto – credo che sia un elemento molto importante per l’Italia ma anche per l’Eurozona”. Italia rimandata all’autunno da Bruxelles, ma con una raccomandazione, tra le tante, che sta facendo parecchio rumore: reintrodurre la tassa sulla prima casa, almeno per i redditi piu’ alti. “E’ una delle tante proposte sul tavolo – ha risposto Padoan sull’argomento -. Le proposte per le riforme fiscali vanno viste nel loro insieme. Ma cambiare idea su una tassa che e’ stata appena cambiata da pochi mesi – ha chiosato – non e’ una buona idea”.