Kim Jong-nam, fratellastro piu’ grande del leader nordcoreano Kim Jong-un, e’ stato ucciso lunedi’ mattina in Malaysia: lo riferiscono l’agenzia Yonhap e altri media sudcoreani, in base a fonti del governo di Seul. L’assassinio di Kim, considerato dal 1994 al 2001 il vero delfino del ‘caro leader’ Kim Jong-il, sarebbe avvenuto in una sorta di azione da spy-story all’ aeroporto di Kuala Lumpur, avvelenato da due donne.
La polizia della Malesia ha fatto sapere che l’uomo che sarebbe stato ucciso nell’aeroporto di Kuala Lumpur aveva con sé un passaporto con il nome di Kim Chol, 46 anni. Non sarebbe la prima volta che Kim Jong Nam, fratello maggiore del leader nordcoreano KimJong-un, sarebbe stato in possesso di documenti falsi per viaggiare. Secondo i media sudcoreani, il fratello del leader di Pyongyang sarebbe stato assassinato da due donne, probabilmente avvelenato.
Il governo degli Stati Uniti ritiene che agenti nordcoreani abbiano assassinato il fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong Un, Kim Jong Nam, in Malesia. Lo ha dichiarato una fonte governativa americana. Le autorità americane non hanno ancora stabilito con esattezza come l’uomo sia stato ucciso, ha riferito la fonte, che non ha fornito elementi a sostegno delle affermazioni.
Il fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un assassinato all’aeroporto della capitale malese Kuala Lumpur, e’ stato attaccato con uno spray chimico velenoso. Lo riferisce la polizia della Malaysia riportando quanto raccontato dalla stessa vittima, che si e’ rivolta a un desk di informazioni cercando assistenza medica perche’ diceva di provare forti dolori. Kim Jong-un e’ morto poco dopo durante il trasporto verso l’ospedale.
Dopo la notizia dell’omicidio del fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-Un, Kim Jong-Nam, con aghi avvelenati, ecco alcuni attacchi con veleno di alto profilo, fatali e non, avvenuti dagli anni Settanta ad oggi. – L’ombrello avvelenato che uccise il dissidente e giornalista bulgaro Georgy Markov, nel 1978. L’uomo, che viveva in esilio a Londra, venne ucciso da una minuscola pallottola avvelenata sparata probabilmente dalla punta di un ombrello mentre tornava a casa dal lavoro alla radio della BBC. Morì quattro giorni dopo. – Nel settembre del 1997 agenti israeliani del Mossad tentarono di avvelenate il leader di Hamas, Khaled Meshaal, in Giordania versandogli del veleno in un orecchio. Vennero arrestati e per essere rilasciati Israele dovette fornire l’antidoto, grazie al quale Meshaal sopravvisse. – Nel settembre 2004 il politico ucraino Viktor Yushchenko, che faceva campagna contro il filo-russo Viktor Yanukovych per la presidenza, venne avvelenato con la diossina. I sostenitori accusarono i servizi russi di essere dietro all’avvelenamento. – I dubbi sulla morte del leader palestinese Yasser Arafat. Inizialmente dopo il decesso l’11 novembre 2004 in un ospedale militare francese, circolò l’ipotesi dell’avvelenamento. Ma un’indagine francese negò questa causa della morte e esperti svizzeri ritrovarono alti livelli di polonio sui suoi effetti personali. – Nel settembre del 2004 il difensore dei diritti umani indonesiano Munir Said Thalib morì per avvelenamento di arsenico dopo un volo da Giacarta ad Amsterdam. Un pilota venne arrestato per l’omicidio commesso per conto dell’intelligence del suo paese, ma a ottobre del 2006 la sentenza è stata annullata dalla Corte Suprema indonesiana. – L’ex spia russa Alexander Litvinenko morì nel 2006 dopo una lunga agonia dopo aver bevuto un the avvelenato con alti livelli di polonio-210 in un hotel di Londra.