TENSIONE NELLA MAGGIORANZA MERCOLEDI’ VERTICE ECOFIN. BOCCIA, PIANO DA 3MILA MILIARDI
Il governo e’ pronto a chiedere a Parlamento e Ue di sfondare il tetto del deficit per rilanciare l’economia colpita dal virus. Mercoledi’ l’incontro di Conte con le parti sociali. Riunione anche di Zingaretti, che suscita l’irritazione di M5s e Italia Viva. Il presidente di Confindustria Boccia dice che all’Europa non bisogna chiedere una piccola flessibilita’, ma un grande piano infrastrutturale transeuropeo da 3mila miliardi’. Per Salvini il governo deve stanziare ‘almeno 20 miliardi’. Mercoledi’ riunione dell’Ecofin in teleconferenza sull’emergenza economica. Fonti europee aprono sulle richieste avanzate dall’Italia. Gentiloni al lavoro per trovare gli strumenti.
“Stiamo lavorando intensamente per mitigare l’impatto negativo sull’economia e per sbloccare il Paese facendolo al più presto ripartire con una terapia d’urto”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una intervista al Fatto quotidiano nella quale spiega che si sta già “lavorando al secondo decreto che conterrà finanza aggiuntiva, ma abbiamo bisogno dell’autorizzazione del Parlamento per ampliare il deficit. E chiederemo di poterlo fare, in accordo con le autorità europee”. Conte parla poi di un “terzo intervento” del governo, “ancora piu’ complessivo e sistematico, faremo ripartire l’intera economia- dice- con accelerazione della spesa per investimenti e una poderosa opera di semplificazione”.
“La nostra strategia – ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – si sviluppa in tre fasi. La prima fase è il decreto varato venerdì scorso e dedicato prevalentemente agli 11 comuni colpiti dal virus: sospensione dei mutui e degli adempimenti fiscali e contributivi, Cig per i lavoratori e aiuti da 1500 euro per le partite Iva, sostegno all’export e aumento del fondi di garanzia per le imprese”. Quanto alla fase due “entro venerdì prossimo vareremo un decreto legge per il sostegno dell’economia per tutti i territori e i settori colpiti, in tutto il territorio nazionale. Sarà un pacchetto di risorse aggiuntive e straordinarie da 3,6 miliardi, pari allo 0,2% del Pil. Conterrà interventi a tutti i livelli, che concorderemo nei prossimi giorni con le parti sociali, le associazioni di categoria e gli enti locali. Abbiamo in mente diverse ipotesi. Dal credito d’imposta per le aziende che abbiano subito un calo del fatturato superiore al 25%, come si è fatto per il terremoto, a riduzioni delle tasse. Dal contributo aggiuntivo per i fabbisogni operativi del servizio sanitario nazionale alla Cassa integrazione in deroga. Nessuno dovrà restare senza cure o perdere il lavoro per il coronavirus”. Il ministro ha spiegato che si tratta di “stanziamenti aggiuntivi, per i quali chiederemo l’autorizzazione al Parlamento italiano nel rispetto dell’articolo 81 della Costituzione e che sono compatibili con la flessibilità prevista dalle regole del Patto di stabilità, visto che siamo in presenza di “circostanze eccezionali” oggettive”. “Non ho ragione di temere che Bruxelles possa contestare la nostra richiesta” ha sottolineato. “Se la crisi dovesse risultare più pronunciata e più prolungata, siamo pronti alla fase tre, che deve avere necessariamente una dimensione europea… dobbiamo pensare a misure eccezionali coordinate a livello comunitario e non più di singoli Paesi”. “Ieri ho avuto colloqui incrociati con il presidente dell’Eurogruppo Centeno, con il commissario Gentiloni e con i miei colleghi Olaf Scholz per la Germania e Bruno Le Maire per la Francia. Abbiamo concordato una teleconferenza per metà settimana, preparatoria per i lavori dell’Eurogruppo del prossimo 16 marzo. In quella sede l’Unione dovrà cominciare a impostare la sua azione e predisporre, se necessario, eventuali stimoli più incisivi e strutturali di politica fiscale, cioè riduzioni d’imposta e maggiori spese pubbliche, ovviamente in una cornice coordinata…. avendo ben presente che, se lo scenario peggiorasse, il tema non sarebbe più, banalmente, concedere maggiore flessibilità all’Italia. L’Europa non deve ripetere errori del passato. E sono convinto che stavolta non lo farà”.