POPOLARE VICENZA, BANKITALIA: DA NOI MAI SUGGERITE ACQUISIZIONI
La vigilanza di Bankitalia non ha mai suggerito acquisizioni alla Popolare di Vicenza. Lo ha detto il responsabile della vigilanza Barbagallo in audizione alla Commissione d’inchiesta sulle banche. Barbagallo ha rivendicato alla vigilanza la scoperta delle criticita’ che connotavano Veneto Banca e Popolare di Vicenza. “Riconducibili in ultima istanza – ha detto – all’ inadeguatezza del loro governo societario e, in tale ambito, all’ autoreferenzialità del management”. Ed ha precisato che mai ex dipendenti Bankitalia hanno influito sulla vigilanza.
“Le irregolarita’ e le anomalie gestionali, che affondavano le radici nella debolezza della governance e nella conseguente autoreferenzialita’ del management, hanno aggravato gli effetti dell’eccezionale crisi economica che ha colpito il paese”. È quanto si legge nella relazione che il capo della Vigilanza della Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo, ha consegnato alla commissione di inchiesta sulle banche venete in occasione della sia audizione. “La fiducia dei clienti e’ stata minata dall’emersione del fenomeno delle azioni finanziate; cio’ ha contribuito a impedire il successo dell’operazione di ricapitalizzazione sul mercato nella primavera del 2016 e successivamente non ha consentito al nuovo azionista Atlante di risollevare le sorti dei due intermediari. Ne e’ derivata una spirale perversa che ha determinato, dopo l’esito negativo della verifica delle condizioni per una ‘ricapitalizzazione precauzionale’ dello Stato da parte delle autorita’ europee competenti, decisioni ultimative (dichiarazione di ‘prossimita’ al dissesto’)”.
‘Non vorrei dare l’impressione che noi tendiamo ad autoassolverci, assolutamente no. Noi siamo qui per dirvi quali sono i fatti, a voi stanno i giudizi e le valutazioni seguenti”. Lo afferma il capo del dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria di Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo, in audizione nella commissione d’inchiesta sulle banche. ”Ci saranno stati anche molti errori però -aggiunge Barbagallo- parliamone, individuiamoli e vi sapremo dire se, dal nostro punto di vista, ci sono stati degli errori. Voi siete assolutamente nella condizione di poter verificare tutti gli errori che eventualmente sono stati commessi”.
La Banca d’Italia non ha mai chiesto l’acquisizione di Banca Etruria da parte della Popolare di Vicenza, ha affermato il capo della Vigilanza di Via Nazionale, Carmelo Barbagallo. Per la Banca d’Italia, ha spiegato, “Popolare di Vicenza non era una banca aggregante: posso citarvi – ha detto – una dozzina di banche che voleva comprare come la Spoleto, Ferrara, Popolare Puglia e Basilicata, Marostica ma non fece mai nulla”.
A scoprire le criticita’ delle banche venete e’ stata la Banca d’Italia e non la Bce, ha affermato il capo della vigilanza di Via Nazionale. “E stata la Vigilanza della Banca d’Italia ad aver rilevato le criticita’ che connotavano le due banche”, ha sottolineato Barbagallo ricordando che Via Nazionale aveva segnalato i problemi alla Vigilanza Bce che nel frattempo era partita. “L’idea che la Bce da un certo momento in poi avrebbe scoperto le cose non risponde ai fatti”, ha aggiunto Barbagallo.
Barbagallo difende l’operato di via Nazionale in materia di vigilanza. “La Vigilanza – dice – ha ripetutamente stigmatizzato le carenze gestionali e organizzative rilevate, sanzionato gli autori di comportamenti scorretti, trasmesso gli atti all’autorità giudiziaria in tutti i casi in cui sono emerse possibili violazioni della legge. Ma non le è consentito, come non è consentito a qualsiasi altra autorità di vigilanza dei paesi avanzati, l’esercizio di funzioni dirigiste nell’erogazione del credito”. Per concludere che “l’azione di vigilanza è stata intensa e costante.