ALLERTA INTELLIGENCE A POCHI GIORNI DA VISITA DI DONALD TRUMP
L’intelligence sudcoreana ha alzato la possibilita’ che la Corea del Nord faccia altri test nucleari o lanci di missili in linea coi piani di testate “miniaturizzate e diversificate” da sviluppare: a pochi giorni dalla visita a Seul di Donald Trump, il Nis ha detto che Pyongyang potrebbe avviare gia’ nel 2017 il riprocessamento del combustibile spento all’impianto nucleare di Yongbyon. “Movimenti attivi” sono stati rilevati al centro missilistico di Pyongyang e il tunnel 3 di Punggye-ri e’ prontro per la detonazione in “ogni momento”.
La Corea del Nord potrebbe aver completato i preparativi per condurre un altro test nucleare: lo ha riferito l’agenzia d’informazione sudcoreana “Yonhap”, che cita l’agenzia di intelligence della Corea del Sud (Nis), secondo cui Pyongyang sarebbe pronta a un altro lancio di missili. Durante un’audizione parlamentare, il Nis ha reso noto che esisteva un “movimento” di veicoli intorno alla centrale nucleare di Punggye-ri, che sembrava indicare che il regime nordcoreano avrebbe ripreso i suoi test missilistici. L’ultimo test e’ stato effettuato nel mese di settembre. “Il Nord svolgera’ ulteriori test nucleari e continuera’ a spingere per lo sviluppo di testate nucleari miniaturizzate e diversificate”, ha riferito il Nis. “Il terzo sito di Punggye-ri sembra essere pronto per una detonazione nucleare, mentre il quarto puo’ richiedere molto tempo per raggiungere un tale livello di preparazione”, si legge in comunicato rilascio dal servizio d’intelligence sudcoreano.
La Corea del Sud e’ pronta a intraprendere un dialogo diretto con la Corea del Nord, a patto che Pyongyang si impegni in maniera credibile alla denuclearizzazione. Secondo il ministro per l’Unificazione sudcoreano, Cho Myoung-gyon, al momento il regime di Kim Jong Un non sta segnalando alcun interesse ad intavolare un dialogo con gli Usa. “La Corea del Sud e gli Usa hanno come obiettivo la denuclearizzazione della Corea delNord. Tuttavia, nel caso fosse riscontrata la volonta’ del Nord di abbandonare le armi nucleari, (Seul) ritiene che il dialogo sia possibile, anche prima del conseguimento di quell’obiettivo”, ha dichiarato il ministro di fronte ai parlamentari.
La Corea del Nord non si e’ cimentata in provocazioni di alcun genere dei suoi vicini da oltre un mese, dopo il lancio di un missile balistico sopra i cieli del Giappone, lo scorso 15 settembre. Proprio questa considerazione ha suscitato un cauto ottimismo da parte del governo sudcoreano in merito alla possibilita’ di un dialogo tra gli Stati Uniti e Pyongyang. Cho ha ammesso al contempo che e’ troppo preso per trarre conclusioni sulla base della recente cautela del regime nordcoreano. Il ministro ha anche riferito di non poter confermare la notizia secondo cui le autorita’ cinesi avrebbero sventato un tentativo da parte di agenti nordcoreani di assassinare il nipote di Kim Jong Un, Kim Han Sol.
Il quotidiano sudcoreano “JoongAng Ilbo” ha annunciato in precedenza che le autorita’ cinesi hanno arrestato sette cittadini nordcoreani accusati di preparare l’assassinio del nipote 22 enne del leader nordcoreano Kim Jong Un. Stando alle indiscrezioni, gli uomini arrestati erano stati inviati proprio da Pyongyang per uccidere Kim Han Sol, figlio del fratellastro del presidente nordcoreano, Kim Jong Nam, assassinato in Malesia all’inizio dell’anno. Due degli agenti arrestati, riferisce il quotidiano, sono stati trasferiti presso strutture speciali alle porte di Pechino, dove le autorita’ cinesi li starebbero sottoponendo ad interrogatori approfonditi; non e’ chiaro, invece, dove siano stati arrestati e dove si trovino gli altri cinque. Dal ministero degli Esteri cinese non e’ giunto per il momento alcun commento ufficiale in merito alla vicenda.
Due donne sono attualmente sotto processo in Malesia con l’accusa di aver avvelenato il fratello del leader nordcoreano Kim Jong Un, Kim Jong Nam. Il processo, affidato all’Alta Corte della Malesia, si e’ aperto a quasi otto mesi di distanza dall’assassinio. Responsabili dell’omicidio sarebbero due donne di nazionalita’ indonesiana e vietnamita, Siti Aisyah e Doan Thi Huong, che in caso di condanna rischiano la pena di morte.
Il fratello del leader nordcoreano e’ stato ucciso lo scorso 13 febbraio, mentre si preparava all’imbarco presso l’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur. Le due donne, che sostengono di essere state ingaggiate da una finta troupe televisiva per realizzare scherzi ai passanti, avrebbero cosparso il volto dell’uomo con un agente nervino, l’XV, che ne ha provocato la morte in circa 20 minuti. Il 45 enne Kim era il piu’ anziano tra i figli della famiglia che governa la Corea del Nord sin dalla sua fondazione, ma aveva perso il favore del fratello, Kim Jong Un, nel 2001, quando aveva tentato di entrare in Giappone con un passaporto falso. Kim viveva da anni in esilio, e al momento della sua morte viaggiava con un passaporto diplomatico nordcoreano con lo pseudonimo di “Kim Chol”.