DECRETO LORENZIN-LOTTI, L’OBBLIGO ANCHE PER I DILETTANTI
‘Da luglio obbligo di defibrillatori negli impianti sportivi, anche dilettantistici’. Lo annuncia con un tweet la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Il decreto e’ stato firmato di concerto con il ministro dello Sport Luca Lotti. L’urgenza di disporre di defibrillatori in tutti gli impianti sportivi e’ emersa tragicamente il 14 aprile del 2012, con la morte in campo di Piermario Morosini, calciatore del Livorno, durante una partita di Serie B con il Pescara allo stadio Adriatico.
L’obiettivo e’ evitare tragiche morti come quella, in campo nel 2012, del calciatore del Livorno Piermario Morosini. Per questo, dal primo luglio, scattera’ l’obbligo della presenza di defibrillatori in tutti gli impianti sportivi, anche quelli dilettantistici. L’annuncio arriva via tweet da parte del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha reso noto di aver firmato il decreto in merito di concerto con il titolare dello Sport Luca Lotti.
Le norme sono stringenti: in mancanza del defibrillatore sara’ infatti impossibile svolgere attivita’ sportive. L’obbligo per le societa’ e le associazioni dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo in cui svolgono le proprie attivita’ e’ “un modo di rendere piu’ sicuri e tutelati – afferma Lotti in un post su Facebook – i tanti momenti di agonismo e di esercizio fisico che si praticano ogni giorno nel nostro ricchissimo mondo dello sport non professionistico. Troppo spesso funestato da tragedie evitabili grazie alla presenza di uno strumento tecnologico che puo’ salvare la vita. Non sono pochi gli atleti che per tanti motivi si possono trovare in una condizione di emergenza mentre fanno sport”.
Tornano alla mente, sottolinea il ministro, “tante storie di giovani sportivi scomparsi che avrebbero potuto essere messi in salvo grazie a un defibrillatore. Ci siamo detti che avremmo dovuto fare di tutto perche’ non accadesse di nuovo. Abbiamo mantenuto quella promessa”. Il decreto prevede, in particolare, che nelle societa’ sportive dilettantistiche sia presente una persona debitamente formata all’uso del defibrillatore durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e spetta alle stesse associazioni e societa’ accertare, prima dell’inizio delle gare, la presenza del defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo e la sua regolare manutenzione, nonche’ la presenza della persona debitamente formata.
Escluse dall’ambito di applicazione del decreto le attivita’ sportive a “ridotto impegno cardiocircolatorio”, come tiro, vela, golf o bowling, nonche’ le attivita’ sportive svolte al di fuori degli impianti sportivi. Mentre per le societa’ sportive professionistiche l’obbligo dei defibrillatori e’ diventato immediatamente operativo con l’adozione del decreto ministeriale Balduzzi del 2013, per le societa’ sportive dilettantistiche tale obbligo entrera’ in vigore il 1 luglio dopo essere stato gia’ piu’ volte differito da precedenti decreti ministeriali. Con questo decreto, il ministero ha dunque ritenuto necessario integrare le linee guida del decreto del 2013 per meglio definire le modalita’ di assolvimento degli obblighi di dotazione ed impiego deidefibrillatori. In Italia, i casi di morte cardiaca improvvisa sono circa 50mila l’anno, 1.200 al giorno. Tra questi si contano anche, secondo recenti stime, circa 1.000 giovani con meno di 35 anni e l’80% dei decessi improvvisi e’ attribuibile alla cardiopatia ischemica. Secondo i cardiologi, dei 50.000 casi italiani l’anno, un quarto potrebbe salvarsi con il defibrillatore: la maggiore efficacia si registra se l’intervento viene somministrato entro 5 minuti dall’evento e ogni minuto che passa la possibilita’ di sopravvivere si riduce del 10%.