Il killer dei cinque poliziotti di Dallas ha agito da solo, poi e’ stato ucciso da un robot bomba della polizia, al termine di un confronto durato ore nei pressi di Dealey Plaza, dove e’ stato assassinato John Fitzgerald Kennedy. Il veterano Micah Johnson, 25 anni, di colore, era stato rimpatriato dall’Afghanistan con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una donna. Il suo gesto alla manifestazione di protesta per l’uccisione di due afroamericani dettato dall’odio per i bianchi, soprattutto gli agenti. Il presidente Obama fara’ ritorno dall’Europa con un giorno di anticipo per recarsi nella citta’ dove si e’ consumata la strage. Intanto, ‘Black lives matter’, la protesta contro le uccisioni di afroamericani da parte della Polizia, va avanti nelle piazza americane. Gli organizzatori hanno rifiutato ogni violenza verso la Polizia, ma hanno anche detto di capire la frustrazione che ha portato alla sparatoria di Dallas.
Il veterano Micah Johnson, 25 anni, di colore, e’ entrato in azione con fucile d’assalto AR-15, lo stesso usato al Pulse di Orlando, al termine di quella che doveva essere una manifestazione di protesta pacifica per l’uccisione nei giorni scorsi di due afroamericani. Un gesto folle dettato dall’odi o per i bianchi, soprattutto gli agenti.
Una strage ad opera di un solo killer, il veterano Micah Johnson. Con fucile d’assalto AR-15, lo stesso usato al Pulse di Orlando, uccide cinque agenti di polizia a Dallas al termine di quella che doveva essere una manifestazione di protesta pacifica per l’uccisione nei giorni scorsi di due afroamericani, Alton Sterling in Luisiana e Philando Castile in Minnesota. Un gesto folle dettato – secondo le ricostruzioni – dall’odio per i bianchi, soprattutto i poliziotti. E un gesto che mostra un’America spaccata alle prese con tensioni razziali, che fanno temere una nuova ‘estate rossa’. Dopo aver seguito gli eventi dall’Europa, dove si trova per il vertice della Nato, Barack Obama decide di anticipare il rientro negli Stati Uniti di un giorno: sbarchera’ a Washington domani in serata, e all’inizio della prossima settimana sara’ a Dallas. Una Dallas ferita, che piange le sue vittime e che e’ stata – cosi’ come la descrivono alcuni testimoni – palcoscenico di una ”piccola guerra” che si e’ trasformata nella giornata piu’ nera per la polizia americana dall’11 settembre 2001. Johnson ha agito da solo ed e’ stato ucciso da un robot killer della polizia, al termine di un confronto durato ore, nei pressi di Dealey Palza, dove e’ stato assassinato John Fitzgerald Kennedy. Secondo le iniziali ricostruzioni a sparare sulle forze dell’ordine sarebbero stati diversi cecchini, almeno due. Ci sono volute ore e molti fermi prima di arrivare ad accertare che il killer era uno solo, Johnson. E che con la sua uccisione ”la citta’ e’ ora al sicuro” afferma il sindaco Mike Rawlings. L’ipotesi dei vari cecchini era legata al fatto che nella manifestazione pacifica c’erano ”20 manifestanti armati che, sentiti i primi spari, hanno iniziato a correre” traendo in errore la polizia, spiega Rawlings. Mentre manifestazioni contro la violenza delle forze dell’ordine nei confronti delle minoranze si tengono in tutti gli Stati Uniti, le tensioni razziali irrompono in campagna elettorale. E rappresentano un test per Hillary Clinton e Donald Trump. ”C’e’ troppa violenza e troppo odio. E’ necessario ammettere che esistono ancora pregiudizi impliciti nella societa’ e anche nei migliori dipartimenti di polizia” afferma Hillary, invitando pero’ a non denigrare i poliziotti. ”Le divisioni razziali sono peggiorate, non migliorate. Renderemo l’America sicura di nuovo” sono le parole di Trump.
E’ stato trovato un vero e proprio arsenale nella casa di Micah Johnson, il cecchino che ha ucciso cinque poliziotti a DALLAS. Lo ha reso noto la polizia di DALLAS specificando che è stato trovato “materiale per costruire bombe, giubbotti anti-proiettile, fucili, munizioni”. Intanto, il sindaco Mike Rawlings ha confermato, in una conferenza stampa la notte scorsa, che Johnson è stato l’unico cecchino a sparare durante l’attacco. Alla conferenza ha partecipato anche il governatore del Texas, Greg Abbott, che ha esortato i texani a mostrarsi uniti di fronte a questa tragedia: “come abbiamo superato così tante sfide in passato, supereremo anche questa sfida”.
Venticinque anni, incensurato, ex riservista dell’esercito, molto probabilmente simpatizzante delle Black Panthers, le Pantere Nere nate negli anni ’60 contro la discriminazione degli afroamericani. E’ Micah Xavier Johnson, l’uomo ucciso dalla polizia perchè ritenuto il killer, l’unico secondo fonti della polizia citate dal New York Times, responsabile dell’assassinio di cinque agenti e del ferimento di altre nove persone durante il corteo di protesta nato dopo la morte di due afroamericani per mano delle forze dell’ordine.Ex riservista dell’esercito dal 2009 al 2015, come specialista carpentiere/muratore, Johnson era stato in Afghanistan dal novembre del 2013 al luglio del 2014, periodo in cui ha ottenuto numerose medaglie, soprattutto per la lotta contro il terrorismo.Molti aspetti della sua vita rimangono ancora oscuri: non è infatti chiaro dove, e se, lavorasse. Secondo l’Nbc, prestava servizio per la compagnia Touch of Kindness, (Tocco di gentilezza) che assiste adulti e bambini con disabilità mentali. Più evidente invece il motivo della strage: l’odio per i bianchi. “Voglio uccidere i bianchi, soprattutto i poliziotti bianchi”, avrebbe detto ai negoziatori mentre era asserragliato dentro un garage.In casa sua, a Mesquite, un sobborgo di Dallas dove viveva con la madre, la polizia ha rinvenuto fucili, materiale per costruire bombe e giubbotti antiproiettile.Soprattutto, a far propendere gli inquirenti verso la pista dell’odio sono i suoi messaggi sul gruppo Facebook ‘Black Panthers Party Mississippi’. “Perché così tanti bianchi, non tutti, si divertono a uccidere o a partecipare alla morte di esseri innocenti”, scrive Johnson, facendo riferimento a un video in cui si vedono persone ‘bianche’ che partecipano all’uccisione delle balene e confrontandolo con il trattamento subito dagli uomini di colore negli Stati Uniti. “Amo Dio, non temo nessuno, rispetto per Black Lives Matter”, ha scritto ancora sul web, in riferimento diretto al movimento di difesa dei diritti degli afroamericani. Ancora più netta l’immagine del 25enne su Facebook che saluta con il pugno chiuso. Il segno delle Pantere nere. Questa militanza, secondo i media, lo avrebbe spinto sul sentiero della violenza, al punto da organizzare la strage dei poliziotti. Ma gli inquirenti su questo aspetto sono stati chiari: per ora, l’omicida non risulta affiliato ad alcun gruppo, né tantomeno ad organizzazioni terroristiche.
Il presidente Usa Barak Obama ha accorciato di un giorno la visita ufficiale in programma in Spagna da questa sera e restera’ solo 24 ore, per rientrare piu’ rapidamente a Washington dopo la strage di Dallas, riferisce la stampa di Madrid. La Casa Bianca ha annunciato da Varsavia, dove e’ in corso il vertice Nato, che Obama ha rinunciato alla tappa di Siviglia, dove avrebbe dovuto arrivare questa sera per una prima parte privata della visita, la prima in Spagna di un presidente Usa da 15 anni. Un periodo nel quale i rapporti sono stati incrinati dalla decisione unilaterale dell’allora premier socialista spagnolo Jose’ Luis Zapatero nel 2004 di ritirare le truppe di Madrid dall’Iraq. Il capo dello stato americano arrivera’ invece in tarda serata direttamente da Varsavia all’aeroporto di Torrejon a Madrid, e ripartira’ per gli Usa gia’ domani sera e non lunedi come previsto inizialmente. Nella capitale spagnola vedra’ domani il premier uscente Mariano Rajoy e re Felipe Vi. Poi si spostera’ nella base Usa di Rota, nel sud della Spagna, da dove partira’ per gli Stati Uniti. Per l’accorciamento della visita e’ stato fra l’altro annullato il pranzo offerto a Obama da Felipe VI lunedi con la partecipazione dei principali leader politici spagnoli fra cui il segretario di Podemos Pablo Iglesias.