SCONTRO CON RENZI, CHE LO SFIDA IN TV
Luigi Di Maio prova a circoscrivere gli effetti dello tsunami ‘restituzioni’: sarebbero solo 8 i parlamentari morosi per un ammanco di circa 800 mila euro. Renzi lo sfida a un confronto in tv e lo chiama ‘capo degli impresentabili’. Ma il leader di M5s ribatte con la vicenda del capolista Pd al Senato in Liguria, cui sono contestate spese non istituzionali.
Su rimborsopoli il capo politico del Movimento 5 Stelle chiude il cerchio a distanza di pochi giorni dallo scioppio della ‘tempesta’ sui mancati tagli dello stipendio da parte di alcuni parlamentari. Non una conferenza stampa ma una dichiarazione davanti alle telecamere in cui scandisce gli otto nomi di chi per M5s si e’ autoescluso. “Ivan Della Valle – scandisce – che non ha dato l’autorizzazione ad accedere agli atti, non avrebbe donato per circa 270mila euro; Girolamo Pisano per circa 200mila euro; Maurizio Buccarella, che ci ha dato l’autorizzazione, non avrebbe donato per 137 mila euro; Carlo Martelli, che non ci ha dato l’autorizzazione, non dovrebbe aver donato circa 81mila euro; Elisa Bulgarelli, che ci ha dato l’autorizzazione per circa 43mila euro; Andrea Cecconi per circa 28mila euro; Silvia Benedetti per circa 23mila euro; Emanuele Cozzolino per circa 13 mila euro”. Il candidato alla presidenza del consiglio ha interrotto il suo rally elettorale ieri per fare tappa a Roma: ha voluto recarsi in banca, quasi a dare il buon esempio, per certificare le somme volontariamente restituite allo Stato, per un totale di oltre 370mila euro. A stretto giro di posta hanno iniziato a seguirlo su Facebook, alla spicciolata, alcuni parlamentari. Fra questi Massimiliano Bernini, finito nella black liste de ‘Le Iene’, ma indicato dal capo politico fra i piu’ generosi sul fronte delle donazioni e anche Silvia Benedetti, che ha rivendicato solo errori formali, ma che e’ stata indicata da Di Maio fra gli autoesclusi.
Al Rally che riprende fino alla sua conclusione a Roma il 2 marzo anche la rivendicazione della “settimana dell’orgoglio” che inizia, per dirla con le sue parole, “con i nomi che abbiamo cacciato fuori”, perche’ nel Movimento le regole si rispettano e questa e’ una garanzia per gli italiani. La vicenda aveva detto il candidato a Palazzo Chigi del Movimento rivelera’ un boomerang per gli altri partiti, “perche’ ora per i cittadini e’ chiaro che noi abbiamo restituito 23 milioni di euro mentre gli altri si sono intascati fino all’ultimo centesimo”. In perfetta sintonia con Beppe Grillo che, di passaggio a Roma, ha spinto ad andare avanti i suoi: “alla fine ci favorira’”.
DI Maio scrive sul ‘Blogcinquesstelle’: “Vi rendete conto? Non era mai successo nella Storia della nostra Repubblica. Siamo stati i primi a far restituire a dei parlamentari soldi ai cittadini. Di questo dobbiamo essere orgogliosi. Per questo oggi lancio la Settimana dell’ORGOGLIO. Invito tutti i nostri parlamentari candidati che hanno restituito ogni singolo centesimo a pubblicare sulle loro pagine tutti i dati delle loro restituzioni e organizzare eventi sul proprio territorio assieme alle migliaia di persone che hanno beneficiato dei 23 milioni che abbiamo messo nel fondo del microcredito per aprire un’attivita’ imprenditoriale. Dobbiamo far conoscere ai cittadini questa realta’ ed e’ il momento giusto per farlo. Forza! Andate in piazza con orgoglio! E’ vero, alcuni dei nostri non hanno donato tutto quello che si erano impegnati a donare, prendendo in giro me, gli altri portavoce, tutti gli iscritti del MoVimento 5 Stelle, tutti i nostri elettori e tutti i cittadini italiani. Di fatto si autoescludono dal MoVimento 5 Stelle, sono stati deferiti ai probiviri che prenderanno i dovuti provvedimenti nei tempi previsti nel nostro statuto”. Di Maio prosegue: “Mi dispiace che alcune di queste persone siano in lista, ma vorrei far notare a tutti che il problema delle liste non esisterebbe se ci fosse il voto di preferenza come noi avevamo chiesto e che Pd e Forza Italia hanno rifiutato. Lo hanno voluto per tutelare i loro candidati impresentabili come l’ex assessore pugliese indagato per corruzione che corre col Pd o l’autista del boss camorrista Raffaele Cutolo che e’ candidato con Forza Italia. Noi lo volevamo per garantire agli elettori di poter fare la scelta migliore possibile. Per questo quando saremo al governo reintrodurremo il voto di preferenza. Come vedete anche in questa situazione abbiamo dimostrato la massima serieta’. Da noi chi sbaglia paga”.
Di Maio continua: “Gli altri quelli che sbagliano li portano in Parlamento per garantirgli l’immunita’ o li fanno ministri e sottosegretari. Questo e’ il metodo che vogliamo applicare anche al governo del Paese: totale trasparenza per tutte le cariche pubbliche e istituzionali. I cittadini devono sapere come viene speso ogni singolo centesimo dei loro soldi e chi non rispetta i patti deve poter essere individuato e renderne conto pubblicamente. I giornali e i telegiornali hanno parlato di scandalo, di caos, di bufera. Per loro lo scandalo sarebbe che ai milioni di euro che abbiamo restituito mancava qualcosa perche’ una manciata di persone non hanno donato tutto cio’ che dovevano e hanno quindi omesso di fare un atto volontario che si erano impegnati a fare. Io ho sempre creduto che lo scandalo fossero i miliardi spariti di MPS (la banca del PD), o i diamanti della Lega, o le frodi fiscali di Berlusconi, o i soldi dei mafiosi dati al Pd, o i rimborsi pazzi fatti da esponenti di tutti i partiti che si fottevano soldi per migliaia e migliaia di euro. Ecco, con il MoVimento 5 Stelle non si ruba piu’ e non ci sono ladri che fanno carriera. E chi prova a fare il furbetto, anche se non ha sottratto nulla ai cittadini, viene messo alla porta in un attimo. L’errore che abbiamo fatto e’ stato di dare fiducia a persone che non lo meritavano, ma questo ci aiuta a migliorare sotto tutti i punti di vista, quindi per come la vedo questa vicenda alla fine si rivelera’ utile per noi. Prima di tutto abbiamo eliminato le mele marce e non ce le porteremo appresso nella prossima legislatura. In secondo luogo questa esperienza ci permette di avere controlli molto piu’ serrati sulle rendicontazioni quindi da marzo avremo un modo efficace per controllare le donazioni: stiamo pensando a un conto intermedio dove potremmo verificare mese per mese le singole donazioni e di cui ogni mese pubblicheremo un estratto conto. Terzo: tutta questa attenzione mediatica ci consente di far sapere finalmente a tutti gli italiani che noi abbiamo donato 23.000.000 di euro che hanno consentito la nascita di oltre 7.000 imprese. Quindi in definitiva e’ un boomerang per i partiti che in queste ore ci stanno attaccando perche’ da oggi e’ ancora piu’ evidente che sono delle sanguisughe che non hanno donato neanche un centesimo agli italiani”. Di Maio conclude: “Chi pensava di farci del male non solo non ci ha fatto niente, ma ci sta rendendo migliori di quello che siamo. Questo caso e’ chiuso, abbiamo fatto chiarezza e siamo completamente trasparenti. Gli altri partiti prendano esempio. Per noi oggi inizia la fase finale del #Rally per l’Italia e io sono concentrato completamente su questo. Stasera saremo a Chieti e poi in tutte le altre citta’ del rally. Chiedo a ognuno di voi di impegnarsi al massimo perche’ i prossimi giorni decidono i prossimi 10 anni del nostro Paese”.