Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante norme di attuazione dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante modifica e integrazione del codice dell’amministrazione digitale (CAD) di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Nello specifico il cambiamento strutturale del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione e’ affidato a un’identita’ digitale, attraverso cui accedere e utilizzare i servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, e al domicilio digitale (SPID), in collegamento con l’anagrafe della popolazione residente. SPID sara’ l’identificativo con cui un cittadino si fara’ riconoscere dalla pubblica amministrazione, mentre il domicilio digitale sara’ l’indirizzo on line al quale potra’ essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni. Sono stati recepiti gran parte dei suggerimenti della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato e sono state integralmente accolte le condizioni contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari.
“Riduzione società partecipate e cittadinanza digitale approvate, definitivamente, oggi. La #RiformaPA continua. #passodopopasso”. E’ quanto scrive su Twitter il ministro della Pubblica amministrazione, al termine del Cdm.
Via libera al “domicilio digitale”, che “sara’ l’indirizzo on line al quale potra’ essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni”. E’ una delle principali novita’ del nuovo Codice dell’amministrazione digitale, come riporta il comunicato di palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto. “Il cambiamento strutturale del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione e’ affidato a un’identita’ digitale, attraverso cui accedere e utilizzare i servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, e al domicilio digitale (Spid), in collegamento con l’anagrafe della popolazione residente”, si spiega. Spid, viene aggiunto, “sara’ l’identificativo con cui un cittadino si fara’ riconoscere dalla pubblica amministrazione, mentre il domicilio digitale sara’ – appunto – l’indirizzo on line al quale potra’ essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni”. Nel comunicato si fa sapere che “sono stati recepiti gran parte dei suggerimenti della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato e sono state integralmente accolte le condizioni contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari”.