L’INCIDENTE A CROTONE, LAVORAVANO A RIFACIMENTO STRADA
Due operai sono morti ed uno e’ rimasto ferito in un incidente sul lavoro avvenuto a Crotone. I tre, dipendenti di una ditta incaricata dei lavori di ristrutturazione della strada che conduce a Capocolonna, stavano lavorando nei pressi di un muro di contenimento che e’ improvvisamente crollato seppellendoli. Due operai, un italiano ed un cittadino romeno, sono morti mentre il terzo e’ rimasto ferito.
Le vittime dell’incidente sul lavoro di questa mattina, a Crotone, sono Giuseppe Greco, di 51 anni, e Kiriac Dragos Petru, di 35 anni, romeno (e non ucraino come si era appreso in un primo momento), residenti, rispettivamente, ad Isola Capo Rizzuto e a Rocca di Neto, in provincia di Crotone. Il ferito, M.D.M, di 56 anni, di Isola Capo Rizzuto, ha subito la frattura del bacino e sta per essere trasferito nell’ospedale di Catanzaro. Gli operai erano impegnati nell’eliminazione di alcuni vecchi manufatti, lavoro propedeutico all’ampliamento del lungomare sulla strada per Capo Colonna, i cui lavori sono stati affidati ad un’impresa edile di Crotone. Il cantiere aveva riaperto dopo la pausa di Pasqua. I tre operai, in particolare, stavano lavorando nei pressi di un muro di contenimento che e’ improvvisamente crollato seppellendoli. Le indagini sono condotte dalla Polizia di Stato.
“Il tragico incidente sul lavoro a Crotone, dove due operai sono morti e uno e’ rimasto ferito, ripropone per l’ennesima volta un problema che non puo’ piu’ essere eluso ne’ ridotto a pura e semplice notizia di cronaca nera: la sicurezza sui luoghi di lavoro e’ diventata una delle emergenze nazionali. Ormai e’ uno stillicidio, dal nord al sud del nostro Paese, in situazioni e localita’ di tutti i tipi: si muore sulle strade, nelle grandi fabbriche, nei piccoli opifici”. Cosi’ il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. “Faccio mio in questa drammatica situazione l’appello dei giorni scorsi del Presidente della Repubblica Mattarella – ha aggiunto Oliverio – e’ intollerabile quello che sta avvenendo. L’inchiesta aperta a Crotone si incarichera’ di dare risposte sul perche’ del crollo del muro che ha portato alla morte dei due operai e al ferimento di un loro compagno. Da parte mia – ha concluso il governatore calabrese – esprimo tutto il mio dolore e la vicinanza alle famiglie auspicando che davvero si operi per porre un alt a questa drammatica scia di sangue sui luoghi di lavoro”.
“Condividiamo il dolore dei familiari delle vittime di Crotone e ci stringiamo al loro fianco. E’ una tragedia infinita. Non puo’ continuare cosi’, non passa giorno senza incidenti mortali sul lavoro. Serve una strategia nazionale per la prevenzione: sara’ una delle priorita’ che chiederemo venga inserita nell’agenda del prossimo Governo”. E’ quanto afferma il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, dopo l’ultimo incidente sul lavoro che e’ costato la vita a due operai a Crotone.
“Abbiamo assistito con profondo sgomento, in queste ultime settimane, a tragedie prevedibili e ingiustificate”, che “dimostrano quanto sia ancora lontana l’era della sicurezza negli ambienti di lavoro”: lo afferma il presidente nazionale Anmil (associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro), Franco Bettoni, dopo la morte di due operai in un cantiere a Crotone. Purtroppo, prosegue, “con la ripresa economica, sono tornati ad aumentare infortuni e morti sul lavoro e, secondo i dati Inail, il trend, che per quasi 10 anni ha registrato una lieve ma costante diminuzione, sembra essersi arrestato”. Nel 2017, ricorda l’Anmil, in Italia le denunce di infortunio sul lavoro sono state 635.433 (-0,2% sul 2016) e 1.029 quelle relative ai casi mortali (+1% sul 2016). “Per questo chiediamo con forza al Parlamento e al nuovo Governo che la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro vengano inserite tra le priorita’ dell’agenda istituzionale”, aggiunge il presidente dell’Anmil, con “l’investimento di adeguate risorse per la diffusione e per il rispetto della prevenzione, il potenziamento dei controlli e dell’attivita’ ispettiva, nonche’ il rafforzamento di azioni mirate alla formazione dei lavoratori cominciando dal mondo della scuola, come facciamo noi da oltre 20 anni”.
“Quella degli omicidi sul lavoro è una strage continua a cui occorre rispondere chiamando i lavoratori alla mobilitazione. Anche oggi a Crotone ci sono stati due omicidi in un cantiere e un altro operaio versa in gravi condizioni”. E’ quanto si legge in una nota dell’esecutivo nazionale Usb lavoro privato. “Di fronte alla totale assenza di prevenzione e alle nefaste leggi che hanno deresponsabilizzato i datori di lavoro, ridotto la possibilità di effettuare controlli da parte degli organi ispettivi, con personale ormai ridotto al lumicino, alle ridottissime risorse economiche che lo stato destina ai servizi di prevenzione delle Asl, spesso anch’essi privi di personale, alle folli regole che impediscono lo sciopero in settori importanti del mondo del lavoro anche in presenza di questi gravi fatti, i lavoratori non possono che reagire -continua la nota del sindacato- additando i veri responsabili di queste stragi: i governi e i parlamenti che hanno consentito queste leggi e favorito la strage”. “Dall’inizio dell’anno -spiega ancora la nota- sono ormai 154 gli omicidi sul lavoro e decine di migliaia gli infortuni. Precarietà, mancanza di investimenti per la prevenzione e formazione sulla sicurezza, leggi scellerate che favoriscono il padronato e mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori, sono da combattere con determinazione. Come Usb lavoro Privato abbiamo fatto scioperi locali, nazionali, presidi, manifestazioni, ma evidentemente non sono stati sufficienti. Chiediamo al nuovo parlamento di fermare la strage e modificare le leggi liberticide che la consentono e di riconsegnare il diritto di sciopero a tutti i lavoratori e alle lavoratrici”.