‘LA SUA FU PRESIDENZA TUTT’ALTRO CHE NOTARILE’
“Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario. Fu il caso illuminante del potere di nomina del presidente del Consiglio dei ministri, dopo le elezioni del 1953. Nomina per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Democrazia Cristiana”. Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Dogliani per il 70esimo anniversario dell’inserimento al Quirinale come primo presidente della Repubblica italiana eletto dal parlamento.
Nel suo discorso a Dogliani il presidente Mattarella ha ricordato come “Einaudi rinvio’ due leggi approvate dal Parlamento, perche’ comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell’art.81 della Costituzione”. In questo senso la sua funzione “Una presidenza tutt’altro che “notarile”, come dimostro’ anche la vicenda del diritto di nomina dei cinque giudici di spettanza del Presidente, secondo il disposto dell’art. 135 della Costituzione”. “Cercando sempre leale sintonia con il governo e il Parlamento, – ha aggiunto – Luigi Einaudi si servi’ in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario”.
Quella di Einaudi fu “una presidenza tutt’altro che ‘notarile’, come dimostro’ la vicenda del diritto di nomina dei cinque giudici di spettanza del Presidente, secondo il disposto dell’art. 135 della Costituzione. La questione porto’, nel 1951 – in occasione della legge che integra quell’articolo, poi approvata nel 1953 – a un aperto contrasto con il governo e si concluse con la piena conferma dei poteri del Presidente stabiliti dalle norme costituzionali. Cercando sempre leale sintonia con il governo e il Parlamento, Luigi Einaudi si servi’ in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario”. Cosi’ Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, nel suo intervento per i 70 anni dal giuramento come presidente della Repubblica di Luigi Euinadi, ha ricordato alcuni passaggi delicati della mandato dello statista piemontese, ricordando anche come “Einaudi rinvio’ due leggi approvate dal Parlamento, perche’ comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell’articolo 81 della Costituzione”.
“Il costituzionalismo di Luigi Einaudi, testimoniato dalla sua attivissima partecipazione al dibattito dell’Assemblea costituente, si può riassumere nel binomio libertà e buongoverno. Due elementi che esprimevano le convinzioni più profonde dello studioso Einaudi: solo una società libera e robusti contropoteri avrebbero impedito abusi”, ha detto il presidente della Repubblica, spiegando come Einaudi “appare fortemente segnato dal timore del ritorno di spinte all’autoritarismo, in una dimensione che i commentatori odierni potrebbero riferire alla sconsiderata formula – pur inconsistente e insostenibile – della ‘democrazia illiberale’. Di qui il suo profondo convincimento avverso all’assemblearismo”.
“Le osservazioni al governo non avevano mai “indole di critica, sibbene di cordiale collaborazione o di riflessioni comunicate da chi, anche per ragioni di età, poteva essere considerato un anziano meritevole di essere ascoltato”, ha detto Mattarella. “Einaudi – ha ricordato – rinviò due leggi approvate dal Parlamento, perché comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell’art.81 della Costituzione”.