CASA BIANCA, ILLEGALE RUBARE INFORMAZIONI, MEDIA DISONESTI
Nella notte italiana la rete televisiva Msnbc twitta: ”Abbiamo le dichiarazioni dei redditi di Trump”. La Casa Bianca replica a stretto giro, bruciando sul tempo la trasmissione tv che avrebbe dovuto rivelare cio’ che il presidente ha voluto tenere per se’ per tutta la campagna elettorale ed oltre: il presidente, fa sapere, ha pagato 38 milioni di dollari di tasse su un reddito di 150 milioni di dollari nel 2005, a un’aliquota del 25%. E attacca i ”media disonesti”: ”e’ illegale rubare e pubblicare le dichiarazioni delle tasse”. Intanto per oggi e’ atteso un pronunciamento del giudice federale di Seattle sul bando agli arrivi da sei Paesi a maggioranza musulmana.
Il presidente americano, Donald Trump, ha pagato 38 milioni in tasse nel 2005 (35,8 milioni di euro) su un fatturato di oltre 150 milioni. Lo ha reso noto la Casa Bianca, che ha voluto anticipare cosi’ l’emittente MSNBC, che in un tweet nella serata americana aveva annunciato di aver ottenuto una parte della dichiarazione dei redditi del presidente e che aveva intenzione di divulgarla. “E non e’ uno scherzo…”, aggiungeva il ‘cinguettio’ in chiusura. La Casa Bianca ha anticipato di pochi minuti l’emittente che ha fatto lo scoop. Trump si e’ rifiutato tenacemente di pubblicare la sua dichiarazione dei redditi, smentendo una tradizione ampiamente consolidata nella politica americana tra i candidati alla presidenza. Dall’inizio della campagna elettorale dell’anno scorso, i media di tutto il mondo si sono concentrati sulla ricerca dei documenti, con l’obiettivo di capire la fonte dell’entrata ed eventuali conflitti di interesse. La presentatrice dell’emittente, Rachel Maddow, ha reso noto di aver avuto accesso alla dichiarazione dei redditi e che l’avrebbe pubblicata alle 21 ora locali; poco prima, dunque, un funzionario ha rivelato la cifra, senza pero’ dare dettagli o i documenti.
L’alto funzionario della Casa Bianca che ha rivelato la cifra, ha anche attaccato i giornalisti per aver divulgato il materiale: “Media disonesti, e’ illegale rubare e pubblicare dichiarazioni dei redditi”. A suo avviso, si muovono perche’ sono disperati perche’ non vendono: “I media – ha aggiunto – continuino pure nella loro agenda, il presidente continua nella sua che prevede una riforma fiscale di cui beneficeranno tutti gli americani”. A fornire il documento, un giornalista di inchiesta molto noto, David Cay Johnston, vincitore nel 2011 del premio Pulitzer, il quale ha spiegato che gli e’ stato inviato per posta in modo anonimo e ha adombrato la possibilita’ che sia stato lo stesso entourage di Trump a farglielo avere a suo vantaggio: “Lasciatemi sottolineare che e’ assolutamente possibile che sia stato proprio Donald a mandarmelo. Donald ha spesso fatto filtrare notizie quando pensa che gli possa servire”, ha affermato Johnston. Secondo il testo, Trump e la moglie Melania pagarono 5,3 milioni di imposte federali (“con un’aliquota di meno del 4%”, ha fatto notare Johnston) e circa 31 milioni di “imposta alternativa minima”, una tassa che e’ stata introdotta perche’ i super-ricchi paghino comunque in modo equo e non possano approfittare di lacune fiscali, e che peraltro Trump ha promesso di abolire. In relazione al reddito dichiarato di 150 milioni di dollari, dunque, il totale di tasse pagate e’ di circa il 25%. Per fare un confronto, Hillary e Bill Clinton, che hanno sempre rese pubbliche dal 1977 le loro dichiarazioni dei reddiiti, pagarono il 30,8% di imposte dederali nel 2005. Trump ha sempre rimandato la pubblicazione delle due dichiarazioni e poi alla fine non lo ha fatto. Alcune settimanhe prima del voto il New York Times pubblico’ la dichiarazione del 1995 e constato’ che l’attuale presidente riusci’ a eludere il pagamento di imposte federali per due decenni dopo aver presentato 916 milioni di dollari in perdite. Il figlio maggiore del presidente, Donald Jr, ha ironizzato. “Scandalo”, ha scritto su Twitter. “Dodici anni fa, Donald Trump ha guadagnato molto e pagato molto”, ha scritto su Twitter.