POPULISTI ANTIEUROPEISTI CONTRO LIBERALI, TEST PER UE
Urne aperte per le elezioni legislative in Olanda, una consultazione che giunge nel mezzo di uno scontro senza precedenti con la Turchia di Erdogan e che rappresenta anche un test per l’Unione europea. A sfidarsi, il premier uscente, il liberale di destra Mark Rutte e Geert Wilders, leader del Pvv, partito islamofobo, populista e antieuropeista. Sono 12,8 milioni gli elettori chiamati alle urne.
Olanda alle urne per le elezioni generali. Sono chiamati a votare 12,6 milioni di cittadini in oltre 100mila centri di voto. I seggi sono aperti dalle 7.30 e chiuderanno alle 21, quando comincerà il conteggio dei voti. Mezz’ora dopo la chiusura dei seggi dovrebbero essere diffusi i primi risultati provvisori. Il timore di una possibile influenza di hacker sul voto ha spinto il governo olandese a optare per il conteggio manuale, il che ritarderà l’annuncio dell’esito definitivo rispetto ai precedenti appuntamenti elettorali. I risultati sono attesi comunque per oggi.Il voto, guardato come test del sentimento anti-establishment e anti-immigrati, giunge nel mezzo dell’acceso scontro con la Turchia e si tratta della prima sfida di quest’anno per l’Unione europea, a cui seguiranno le elezioni in Francia e quelle in Germania, nonché i negoziati della Brexit.
I sondaggi prevedono infatti buoni risultati il partito del leader xenofobo e anti-islam Geert Wilders, cioè il Partito per la libertà (Pvv), anche se tutti i grandi movimenti in corsa si rifiutano di negoziare con lui per la formazione di un eventuale governo di coalizione. Alle elezioni partecipano 28 partiti politici di vari orientamenti, ma solo i primi 13 otterranno un numero consistente di voti. Stando ai sondaggi, i partiti più votati saranno il Pvv di Wilders e il Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vvd) del premier Mark Rutte di centro-destra. Seguono Democratici 66 (D66), i verdi di GroenLinks, i laburisti del PvdA (attualmente nella coalizione di governo con Rutte) e Appello cristiano democratico (Cda).Il sistema elettorale olandese, proporzionale, richiede solitamente la formazione di una coalizione di governo fra vari partiti ed è raro che il vincitore delle elezioni ottenga un numero di voti sufficiente a governare da solo. Il Parlamento olandese ha 150 deputati e, per governare, c’è bisogno di un minimo di 76 seggi.L’agenda della campagna elettorale, nelle ultime settimane, è stata dettata proprio da Wilders, che ha approfittato della disputa sorta con la Turchia per cavalcare la retorica anti immigrati.
La polemica è scoppiata dopo che sabato le autorità olandesi hanno impedito la partecipazione di due ministri turchi, cioè quello degli Esteri Mevlut Cavusoglu e quella della Famiglia Fatma Betul Sayan Kaya, a un evento politico a Rotterdam dove volevano fare campagna elettorale per il referendum costituzionale turco del 16 aprile. Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha paragonato gli olandesi ai nazisti e c’è stata un’escalation dei toni, tanto che ieri per puntare il dito contro l’Olanda lo stesso Erdogan ha citato il massacro di Srebrenica. Una sorpresa potrebbe arrivare intanto dal candidato verde Jesse Klaver. Definito il Justin Trudeau dell’Olanda, nelle ultime settimane ha guadagnato terreno nei sondaggi e il suo partito potrebbe triplicare la sua presenza in Parlamento.